Intervenendo a Santander durante una conferenza del Banco de España, la presidente della Fed di San Francisco Mary Daly ha affermato di non vedere segnali di perdita di resilienza dell’economia statunitense, anche se l’inflazione resta sopra l’obiettivo. Ha indicato una crescita degli investimenti “eccezionalmente forte” e un mercato del lavoro stabilizzato, descrivendo la politica monetaria come “leggermente restrittiva” e sostenendo che ciò dovrebbe contribuire a un raffreddamento dell’inflazione. Daly ha attribuito le recenti pressioni inflazionistiche ai dazi e a uno shock sul prezzo del petrolio, ma ha osservato che il greggio è successivamente sceso e che l’inflazione degli alloggi si è attenuata; ha aggiunto che una risoluzione delle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz sarebbe positiva per i consumatori e per l’economia nel suo complesso.
Daly ha inoltre affrontato il tema dello “shock degli investimenti in IA”, affermando che l’economia si trova nelle fasi iniziali di un potenziale aumento esponenziale della produttività, una dinamica che nel tempo potrebbe rivelarsi disinflazionistica. Ha avvertito che un allentamento troppo rapido della politica monetaria potrebbe imbrigliare la crescita, mentre muoversi troppo lentamente potrebbe lasciare i cittadini esposti a pressioni sui prezzi persistenti, e ha evitato di fornire indicazioni sui tassi alla luce di scenari a due facce per inflazione e crescita. Separatamente, il punteggio FXS Speechtracker è stato pari a 6/10 contro una media storica di 5,7/10, mentre l’FXS Fed Sentiment Index è salito di 0,25 punti a 123,89.
Prospettive sulla volatilità economica e sulla politica della Fed
Dato l’attuale approccio attendista della Federal Reserve, vediamo un contesto potenzialmente favorevole a un aumento della volatilità nelle prossime settimane. Il tono equilibrato ma leggermente fermo suggerisce che la Fed non è pronta a segnalare tagli dei tassi, lasciando i mercati estremamente sensibili a ogni nuovo dato macroeconomico. Ciò implica la necessità di prepararsi a movimenti di prezzo bruschi e di breve periodo in corrispondenza delle principali pubblicazioni.
La persistenza dell’inflazione resta il tema centrale per la Fed, giustificando il suo atteggiamento prudente. Con l’ultima lettura del Core PCE di maggio 2026 attestata su un 2,9% ancora vischioso, riteniamo che le scommesse su tagli significativi dei tassi nel breve termine siano fuori fuoco. Di conseguenza, guardiamo a strategie in opzioni che beneficiano di tassi d’interesse destinati a rimanere elevati fino alla fine dell’estate.
Allo stesso tempo, il mercato del lavoro mostra segnali di sana stabilizzazione, non di debolezza tale da costringere la mano della Fed. Il consenso per il prossimo report sui Non-Farm Payrolls di giugno è per un aumento di circa 175.000 occupati, un dato solido ma non inflazionistico. Questo equilibrio supporta strategie come gli iron condor sugli indici azionari, che traggono vantaggio da un mercato che rimane all’interno di un intervallo definito.
Posizionamento strategico tra produttività da IA e rischi geopolitici
La variabile imprevedibile citata è l’aumento di produttività legato all’IA, che potrebbe rappresentare una potente forza di lungo periodo contro l’inflazione. Ne vediamo già i primi segnali: un recente rapporto del Bureau of Labor Statistics ha indicato una crescita preliminare dello 0,5% della produttività multifattoriale nel primo trimestre del 2026. Ciò suggerisce che, pur restando prudenti sull’inflazione nel breve termine, le posizioni su inflation swap a lunga scadenza potrebbero diventare meno interessanti.
I fattori geopolitici, in particolare i prezzi del petrolio, aggiungono un ulteriore livello di incertezza che dobbiamo coprire. Sebbene la recente de-escalation delle tensioni in prossimità dello Stretto di Hormuz abbia contribuito a ricondurre il WTI sotto gli 80 dollari al barile, la situazione resta fluida. Stiamo utilizzando opzioni su ETF energetici per proteggerci da eventuali inversioni improvvise o impennate dei prezzi.
Questo contesto di dipendenza dai dati e di rischio bilaterale rende particolarmente interessanti i derivati basati sull’indice VIX. Ci stiamo posizionando per un aumento della volatilità implicita in vista del prossimo meeting del FOMC a fine luglio. L’acquisto di call sul VIX o di futures offre un modo diretto per trarre profitto dall’incertezza di mercato che ci aspettiamo.
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