Commerzbank prevede che l’inflazione statunitense rallenti con il calo dei prezzi di petrolio e benzina, riducendo la pressione sulla Federal Reserve affinché inasprisca ulteriormente la politica monetaria. Lo scenario di base della banca è che la Fed manterrà i tassi invariati, anche se i prezzi di mercato continuano a scontare un ulteriore irrigidimento, e vede le letture dell’inflazione di giugno sotto quelle di maggio.
Quanto al percorso di policy, le stime di Commerzbank assumono nessun aumento dei tassi, mentre i tagli vengono ipotizzati a partire dall’estate 2027. La banca prevede inoltre un rinnovato impulso ribassista sul dollaro USA una volta concluso il conflitto con l’Iran e avviata la fase di allentamento, aggiungendo che la valuta appare sopravvalutata in base alla parità del potere d’acquisto.
Scollamento tra aspettative di mercato e politica della Fed
Considerato che il mercato continua a prezzare possibili rialzi dei tassi, intravediamo un’opportunità nelle prossime settimane. I dati correnti sui futures sui fed funds indicano una probabilità superiore al 60% di un ulteriore rialzo entro settembre 2026, un’ipotesi che riteniamo errata. Questo scollamento tra il pricing di mercato e la probabile realtà di una Federal Reserve in pausa è l’elemento su cui concentrare l’attenzione.
La ragione principale alla base della nostra view è il recente calo dei prezzi dell’energia, che avrà un impatto diretto sul prossimo dato di inflazione. Il greggio è sceso da oltre 90 dollari al barile in maggio a circa 82 dollari oggi, e l’ultimo rapporto dell’EIA ha mostrato un inatteso aumento delle scorte. Questo dovrebbe tradursi in un CPI headline di giugno più basso, attenuando qualsiasi pressione sulla Fed perché irrigidisca ulteriormente la politica monetaria.
Di conseguenza, guardiamo a derivati sui tassi di interesse che beneficerebbero di una Fed ferma. Ciò comporta valutare posizioni che scommettano contro i rialzi attualmente incorporati nei contratti di settembre e dicembre. Le opzioni sui futures SOFR in scadenza a fine estate potrebbero offrire un modo efficiente in termini di costo per posizionarsi su questo scenario.
Implicazioni per il dollaro USA
Prevediamo inoltre che il dollaro USA possa entrare sotto pressione man mano che il mercato rivede al ribasso le aspettative sulla Fed. Il Dollar Index (DXY) scambia intorno a 108, un livello che storicamente è stato difficile da sostenere senza una politica monetaria persistentemente restrittiva. Potremmo considerare l’acquisto di opzioni put sul DXY o di opzioni call su coppie valutarie come EUR/USD.
Questa debolezza del dollaro è ulteriormente supportata dai fondamentali, poiché i modelli basati sulla parità del potere d’acquisto mostrano che il biglietto verde è significativamente sopravvalutato rispetto ai principali partner commerciali. Storicamente, quando un ciclo di Fed aggressiva termina in modo inatteso, un dollaro sopravvalutato tende a correggere in modo rapido e marcato. Ci aspettiamo che questo schema si ripeta una volta che il mercato prenderà atto che non sono in arrivo ulteriori rialzi.
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