Commerzbank si aspetta che la Reserve Bank of New Zealand alzi il tasso ufficiale nella riunione di luglio, dopo il voto in stallo di maggio, quando il comitato di sei membri si è spaccato 3–3 e il governatore Breman ha espresso il voto decisivo per lasciare invariata l’impostazione di politica monetaria. Gli indicatori anticipatori segnalano un allentamento delle pressioni sui prezzi, anche grazie al calo delle quotazioni del petrolio, ma il ritmo della disinflazione resta incerto. I mercati attribuiscono una probabilità del 70% a un rialzo a luglio, uno scenario che potrebbe offrire supporto nel breve periodo al dollaro neozelandese, mentre l’attenzione si sposta sulla guidance della RBNZ per i mesi successivi.
Le valutazioni correnti incorporano circa 3,5 rialzi dei tassi nei prossimi 12 mesi, il che riduce lo spazio per una sorpresa più aggressiva. La banca centrale dovrebbe comunque mantenere aperta l’opzione di ulteriori strette, subordinandola all’evoluzione dell’inflazione, e l’intensità di questo segnale condizionale probabilmente determinerà la reazione della valuta. Se l’inflazione dovesse rivelarsi persistente, ulteriori interventi restano possibili; tuttavia, un ripiegamento rispetto al sentiero di 3,5 rialzi costituirebbe un freno di medio termine per il kiwi.
Attese di rialzo dei tassi nel breve e opportunità sul NZD
Ci aspettiamo che la Reserve Bank of New Zealand aumenti il tasso ufficiale nella riunione dell’8 luglio per rafforzare l’impegno nella lotta all’inflazione. Sebbene gli indicatori anticipatori suggeriscano un picco, l’ultimo CPI trimestrale al 4,2% rimane ben al di sopra del range-obiettivo 1-3%, giustificando la mossa. La reazione più probabile è un movimento iniziale di sostegno al NZD.
Nell’immediato dopo-annuncio, vediamo un’opportunità nelle opzioni call NZD a breve scadenza. Questa strategia consente agli operatori di posizionarsi per un potenziale balzo della valuta con rischio definito. Occorre però considerare che la volatilità implicita è elevata in avvicinamento alla decisione.
View di trading di medio termine e rischi di riprezzamento del mercato
Il punto chiave, tuttavia, è che il mercato prezza circa 3,5 ulteriori rialzi dei tassi nel prossimo anno. Riteniamo tale aspettativa eccessiva, soprattutto alla luce dei dati recenti che mostrano una contrazione del PIL neozelandese dello 0,1% nel primo trimestre del 2026. Un percorso di inasprimento così aggressivo appare difficilmente sostenibile per un’economia in indebolimento.
Di conseguenza, riteniamo che il trade migliore sul medio termine sia posizionarsi per un riprezzamento di queste aspettative, che peserebbe sul kiwi. Ciò potrebbe includere strategie come la vendita di opzioni call NZD out-of-the-money oppure l’acquisto di put con scadenze tra tre e sei mesi. Questo consente tempo perché la realtà macroeconomica si manifesti.
Questo scenario richiama il ciclo della Reserve Bank of Australia nel 2024, quando un pricing inizialmente hawkish del mercato si è poi sgonfiato man mano che i dati economici si indebolivano. L’attuale mercato degli overnight index swap, che implica un rialzo di 88 punti base, sembra scollegato dal momentum economico sottostante. Ci aspettiamo che questo divario tra pricing di mercato e “realtà” della banca centrale si chiuda nei prossimi mesi.
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