Estremi dell’Indice COT dei Commercial nei cambi e nell’energia
Gli estremi dell’Indice COT dei Commercial si sono concentrati su valute ed energia. Euro FX, dollaro australiano e peso messicano hanno tutti segnato il 100% sull’indice Commercial a 26 settimane, mentre i Large Speculators risultavano net short per -99.332 e -98.588 contratti rispettivamente su euro e AUD, e net long per +10.701 sul peso; il posizionamento netto speculativo è sceso rispettivamente di 36.076, 35.349 e 41.701 contratti. I prezzi sono scesi dello 0,51% su Euro FX e dell’1,30% su MXN, mentre AUD è salito dello 0,40%. Anche il gas naturale ha toccato il 100% con gli speculatori net short per -236.439 dopo un peggioramento di 5.419 contratti, mentre il prezzo è balzato del 5,43%. Il palladio ha eguagliato la lettura al 100% con speculatori net short per -7.017, in calo di 1.192, insieme a una flessione dell’1,96%. L’indice Commercial della sterlina si è attestato all’86%, con il net spec a -97.611 e in calo di 6.536, mentre il prezzo ha ceduto lo 0,07%.
Sul lato basso, l’indice Commercial dello yen ha registrato il 22% e la benzina il 12%. I Large Speculators erano net long per +62.325 contratti sullo yen e +70.531 sulla benzina, in miglioramento di 6.885 e 5.300, eppure i prezzi sono scesi dello 0,37% e dell’1,17%. Altrove, il Dollar Index è salito dello 0,36% con net spec +12.011 e open interest 51.095 (+6%), mentre il WTI ha guadagnato lo 0,44% con net spec +99.060 mentre il posizionamento si è indebolito di 10.403. L’oro ha aggiunto l’1,16% con net spec +210.335 e open interest 396.109 (-3%); l’argento è salito dello 0,66% e il rame del 2,01%, mentre l’open interest è aumentato del 13% su NZD e palladio, e del 7% su CAD.
Principali setup operativi su valute ed energia
Dovremmo monitorare con attenzione, nelle prossime settimane, la ricerca di setup di inversione rialzista sui derivati valutari europei e australiani. I Large Speculators hanno ampliato le scommesse net short a -99.332 contratti sull’euro e -98.588 sul dollaro australiano, spingendo il posizionamento dei commercial a un estremo del 100% su 26 settimane. I dati storici mostrano che quando gli hedger commercial massimizzano l’esposizione net long contro short speculativi troppo affollati, la spinta ribassista spesso si esaurisce e innesca correzioni rialziste anche brusche.
Nel comparto energia, è opportuno prepararsi a un ulteriore potenziale di short squeeze su opzioni e future del gas naturale. Gli speculatori restano fortemente short a -236.439 contratti nonostante il prezzo sia balzato del 5,43% in una sola settimana. Con i commercial buyer in possesso di 219.847 contratti net long, qualsiasi variazione inattesa di domanda o scorte potrebbe costringere gli short seller a ricoperture in modo disordinato.
Serve cautela sui derivati del peso messicano dopo una massiccia riduzione settimanale di 41.701 contratti del net long speculativo. L’asset è sceso dell’1,30% mentre i trader scaricavano rapidamente esposizione long, portando il posizionamento commercial al massimo estremo su 26 settimane. È preferibile attendere che il prezzo costruisca una base di supporto chiara prima di valutare nuovi ingressi direzionali.
Scenario laterale e di consolidamento su USD, JPY e metalli
Nel trading dei contratti legati a dollaro statunitense e yen giapponese, consigliamo un approccio bilanciato e orientato al range. Il Dollar Index è vicino a un posizionamento di metà fascia con un COT index al 45%, mentre i net long speculativi sullo yen sono a +62.325 contratti a fronte di una bassa lettura commercial al 22%. Poiché nessuno dei due mercati mostra un unwind speculativo pienamente “stirato”, è probabile che i prezzi reagiscano più ai dati macro in arrivo che a squeeze guidati dal posizionamento.
Per i metalli preziosi e industriali, ci aspettiamo un consolidamento nel breve dopo che le prese di profitto istituzionali hanno raffreddato i rialzi recenti. Gli speculatori hanno ridotto i net long sul rame di 15.977 contratti nonostante un aumento dei prezzi del 2,01%, mentre l’open interest sull’oro si è contratto del 3%. Meglio evitare nuovi trade di breakout sui metalli finché il posizionamento speculativo non si stabilizza.
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