I dati CFTC per la settimana fino al 22 settembre hanno mostrato uno spostamento verso un posizionamento valutario più difensivo, con l’estensione degli short su sterlina ed euro mentre venivano ridotti i long sullo yen. Il posizionamento sul petrolio è migliorato anche a fronte di un brusco calo dei prezzi, mentre l’esposizione sull’oro è rimasta affollata, mantenendo il quadro di fondo più cauto che direzionale. Detto questo, diverse coppie principali hanno mostrato prezzi e flussi speculativi in direzioni opposte, lasciando parte del segnale irrisolto.
Sul fronte yen, l’esposizione speculativa è stata ridotta a quasi 72,0 mila contratti mentre USD/JPY tornava in area 157,40; l’esposizione si collocava vicino all’85° percentile e il posizionamento netto vicino all’88°, mentre la vera prova resta la capacità di follow-through. Sull’euro, gli short netti dei non-commercial sono quasi raddoppiati a poco oltre 52,3 mila contratti ed EUR/USD è scivolato verso la zona 1,14-medio, con l’esposizione attorno all’8° percentile e il netto vicino al 6°. L’oro è rimasto il trade più affollato al 95° percentile, mentre la GBP era all’estremo opposto: vicino all’1° percentile per esposizione e intorno al 2° per posizionamento netto, implicando un rischio di unwind asimmetrico rispetto al potenziale di ricostruzione delle posizioni.
Posizionamento difensivo e momentum nelle principali valute
Suggeriamo ai trader sui derivati di muoversi con prudenza nelle prossime settimane, poiché un posizionamento valutario difensivo sta prendendo più saldamente il controllo del mercato. Poiché yen giapponese e dollaro canadese mostrano una forte coerenza tra price action e flussi speculativi, vale la pena monitorare l’eventuale prosecuzione del momentum tattico. Tuttavia, è necessario restare vigili su un’inversione improvvisa: il ritorno di USD/JPY in area 157,40 potrebbe facilmente trasformarsi in un falso avvio se i flussi dovessero attenuarsi.
Divergenze, rischi e opportunità strategiche
Rileviamo disallineamenti significativi su euro, sterlina britannica e franco svizzero, dove i trend di prezzo e i flussi speculativi puntano in direzioni opposte. Sebbene gli short netti sull’euro siano quasi raddoppiati a oltre 52,3 mila contratti, i dati storici CFTC mostrano che raddoppi così rapidi spesso precedono un aumento della volatilità più che l’avvio di un trend lineare. Consigliamo quindi di attendere le prossime mosse del mercato per validare questi flussi o, al contrario, evidenziare una divergenza più profonda.
Riteniamo che il rischio sull’oro sia fortemente sbilanciato al ribasso, perché il posizionamento long ha raggiunto un affollamento al 95° percentile. Guardando ai cicli passati delle commodity, long “crowded” sopra il 90° percentile conducono frequentemente a correzioni rapide del 5% o più nell’arco di poche settimane. Potrebbe essere opportuno stringere gli stop-loss o ridurre parte dell’esposizione long per proteggersi da un aggiustamento improvviso dei prezzi.
Al contrario, vediamo un’opportunità di acquisto asimmetrica sulla sterlina britannica, che al momento risulta la valuta meno detenuta, vicino all’1° percentile. Poiché c’è ampio margine perché gli speculatori ricostruiscano le posizioni, un’improvvisa inversione rialzista dei prezzi potrebbe innescare un rally significativo. Raccomandiamo di monitorare attentamente la GBP alla ricerca di un segnale di svolta per impostare posizioni long con un rischio di downside contenuto.
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