I dati USA e le mosse di policy dettano il tono dopo che i Non-Farm Payrolls di luglio hanno mostrato un calo di 23mila posti di lavoro, mentre giugno è stato rivisto al ribasso a 20mila. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, il livello più basso da giugno 2025, ma il tasso di partecipazione è arretrato al 61,4%, il minimo dal 2021. Un contesto “low-hire, low-fire” ha ridimensionato le attese di un irrigidimento nel breve: lo strumento CME Fedwatch indica ora al 43% la probabilità di un rialzo il mese prossimo, dal 57% precedente al report. Separatamente, le autorità giapponesi e statunitensi hanno venduto dollari USA ed euro per sostenere lo yen; USD/JPY è sceso di oltre il 2% nelle ultime 7 sedute, dopo essere passato brevemente sopra la media mobile a 200 giorni a 158,50, e resta comunque sopra il minimo post-intervento in area 155 e sopra 157,50.
Geopolitica e asset rischiosi restano al centro dell’attenzione: il Brent ha chiuso sopra gli 80 dollari al barile, anche senza nuovi attacchi diretti Iran-USA, mentre il Kospi sudcoreano è salito di oltre l’11%, il Nikkei giapponese ha guadagnato il 5,8% e i bancari europei hanno aggiunto il 3,58%. La prossima settimana arriva il CPI USA di luglio, con l’indice generale atteso al 3,4% e il core al 2,5%; un core al 2,3% o inferiore potrebbe spingere USD/JPY verso 156,60, mentre nuove pressioni potrebbero riattivare l’area 160,00. Il PIL del Regno Unito nel Q2 è previsto a 0,4% rispetto allo 0,6% del Q1, con giugno stimato a -0,1%, mentre il FTSE 100 è salito dello 0,2% la scorsa settimana, è in rialzo di oltre il 2% su base mensile e del 6% su 3 mesi. Nell’Eurozona, il PIL del Q2 è atteso confermare +0,4% trimestrale e +1% annuo dopo il -0,2% del Q1, con una probabilità di rialzo a settembre prezzata all’83% e 2 rialzi impliciti fino a luglio 2027.
Strategie di trading su tassi, valute e materie prime
Suggeriamo ai trader di derivati di monitorare attentamente i future sui tassi, poiché l’ammorbidimento del mercato del lavoro ha ridotto la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre. Storicamente, un ambiente “low hire, low fire” — evidenziato dal tasso di licenziamenti USA vicino a un contenuto 1,0% e dal calo delle dimissioni volontarie — segnala un’economia in raffreddamento che favorisce un rialzo del reddito fisso. Raccomandiamo di puntare su opzioni call sui future dei Treasury USA a breve scadenza per beneficiare del calo dei rendimenti mentre il mercato sconta l’uscita da ulteriori strette.
Con il recente intervento congiunto che mantiene USD/JPY volatile sopra 157,50, consigliamo strategie long volatility sulle principali coppie valutarie. I precedenti storici mostrano che interventi FX su larga scala, come quelli del 1998 e del 2024, spesso precedono inversioni nette su più settimane, più che una stabilizzazione immediata. I trader possono valutare l’acquisto di opzioni put USD/JPY out-of-the-money per coprirsi da un calo improvviso verso il supporto in area 155,00 qualora l’intervento acquisisse ulteriore efficacia.
Con il Brent tornato sopra gli 80 dollari al barile per le persistenti tensioni in Medio Oriente, i mercati energetici stanno incorporando un premio più elevato per il rischio geopolitico. Per proteggersi da shock improvvisi dell’offerta o da un deterioramento dei negoziati regionali, privilegiamo l’uso di bull call spread sul Brent o su principali ETF energetici. Questa strategia consente di partecipare a potenziali spike dei prezzi limitando al contempo il rischio al ribasso nel caso si raggiunga una soluzione diplomatica.
Operazioni tematiche su azioni e macro
Il rapido recupero dei titoli globali dei chip e il balzo del 5,8% del Nikkei indicano che l’appetito per la crescita trainata dalla tecnologia resta solido. Per cavalcare il momentum in modo prudente in un contesto di volatilità elevata ad agosto, suggeriamo di utilizzare covered call o cash-secured put su indici dei semiconduttori. Ciò permette di generare premi mantenendo esposizione a un settore che continua a guidare il recupero del mercato più ampio.
Con la pubblicazione imminente del CPI USA come prossimo grande catalizzatore di mercato, occorre prepararsi a potenziali movimenti qualora il dato core si discosti dal 2,5% atteso. Se l’inflazione uscisse più alta del previsto, il mercato dei Treasury potrebbe subire una forte correzione e spingere USD/JPY verso la soglia critica di 160,00. Raccomandiamo l’acquisto di straddle su opzioni sull’indice S&P 500 prima dell’annuncio per beneficiare della volatilità attesa, indipendentemente dalla direzione con cui si presenteranno i dati.
Infine, la divergenza tra la crescita annua attesa dell’Eurozona all’1% e la previsione di un PIL UK di giugno piatto offre un’interessante operazione di valore relativo. È possibile sfruttare questo gap economico andando long euro contro sterlina (EUR/GBP) tramite opzioni call. Poiché il mercato già sconta una probabilità dell’83% di un rialzo BCE a settembre, qualsiasi sorpresa positiva sul PIL dell’Eurozona potrebbe innescare rapidamente un rally dell’euro.
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