I membri del consiglio della Bank of Japan hanno affermato che le condizioni finanziarie restano accomodanti, mentre i prezzi al consumo stanno aumentando per effetto del rincaro delle importazioni e le imprese continuano a trasferire a valle gli aumenti delle materie prime, mantenendo elevata l’inflazione all’ingrosso. Hanno segnalato un aumento delle aspettative d’inflazione a medio e lungo termine tra famiglie e aziende, e diversi si attendono che gli aumenti dei prezzi dei beni di consumo si estendano a partire dall’estate. Molti hanno giudicato che l’inflazione di fondo si stia avvicinando al 2%, spostando la discussione verso la stabilizzazione della dinamica dei prezzi attorno a quel livello, piuttosto che verso un suo ulteriore incremento. I membri hanno inoltre concordato sul fatto che la volatilità del cambio ha ora un impatto maggiore su attività economica e prezzi, man mano che si rafforza il pass-through delle imprese; un membro ha indicato lo yen debole e gli eventi in Medio Oriente come rischi al rialzo per le aspettative.
Sul percorso di normalizzazione della politica monetaria, un membro ha osservato che servono 1–1,5 anni perché un rialzo dei tassi raffreddi inflazione e crescita. Un altro ha sostenuto che il sostegno monetario dovrebbe essere ridotto gradualmente per evitare di ritardare gli aumenti, mentre un’ulteriore posizione ha invocato decisioni flessibili, considerando che il tasso di policy rimane al di sotto di una stima dell’intervallo neutrale. È stato riferito che i mercati prezzano una mossa circa ogni sei mesi, anche se un membro ha detto che i rialzi potrebbero arrivare prima; diversi hanno inoltre sottolineato che ritmo e tempistica futuri sono difficili da prevedere. Alcuni hanno avvertito che i premi a termine potrebbero salire se i mercati dubitano che la BoJ irrigidisca a sufficienza. Dopo la pubblicazione dei verbali, USD/JPY è salito dello 0,11% a 157,48.
Implicazioni per i mercati dei derivati e del cambio
Riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a improvvisi cambi di regime di mercato, mentre la Bank of Japan segnala un ritmo più rapido dei rialzi dei tassi. Con l’inflazione di fondo che si mantiene stabilmente vicino al target del 2%, l’era dei carry trade finanziati in yen a basso costo si sta rapidamente avviando alla conclusione. Consigliamo un posizionamento per uno yen più forte nelle prossime settimane, poiché la normalizzazione della politica monetaria potrebbe procedere più velocemente di quanto il mercato si attenda.
I dati economici recenti mostrano che l’inflazione core dei prezzi al consumo in Giappone è rimasta sopra la soglia del 2% per oltre due anni, consolidando l’impostazione più “hawkish” della banca centrale. Storicamente, quando la BoJ ha iniziato a smontare la sua politica ultra-accomodante, USD/JPY è sceso dal massimo oltre 161 verso area 140. Ci aspettiamo che questa pressione ribassista sul cross prosegua, rendendo interessanti opzioni put su USD/JPY a breve scadenza.
Mercati obbligazionari e strategie sulla volatilità
Raccomandiamo inoltre di concentrarsi sui derivati sui Japanese Government Bond (JGB), mentre la banca centrale punta a ridurre gradualmente il suo imponente programma di acquisti di titoli. Il rendimento del JGB decennale è recentemente salito sopra l’1,0%, riflettendo le attese di un inasprimento delle condizioni monetarie. I trader potrebbero valutare di pagare il tasso fisso negli interest rate swap in yen per beneficiare dell’aumento dei rendimenti domestici.
Poiché i membri della banca centrale hanno avvertito che la volatilità del cambio oggi incide sull’economia giapponese più che in passato, ci attendiamo oscillazioni più marcate sul mercato FX. La volatilità implicita delle opzioni sullo yen resta elevata, suggerendo che le semplici scommesse direzionali potrebbero risultare costose. Proponiamo l’utilizzo di strategie in spread, come i bear put spread su USD/JPY, per attenuare l’elevato costo dei premi delle opzioni.
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