BNP Paribas prevede un rallentamento della crescita del Regno Unito all’1% nel 2026 dall’1,3% nel 2025, dopo un’espansione del +0,4% t/t nel Q1. Il ritmo nel breve termine si è indebolito: la produzione è scesa del -0,1% m/m ad aprile e poi è salita del +0,1% m/m a maggio, lasciando la crescita trimestrale media per il resto dell’anno a circa +0,1%. La banca collega la debolezza delle prospettive a rinnovate pressioni sui prezzi legate alla guerra in Iran, stimando l’inflazione al 3,2% a/a e poi al 3,1% nel 2027, entrambe sopra l’obiettivo della Bank of England.
In questo contesto, la previsione si allontana dalle precedenti attese di allentamento della politica monetaria e si sposta verso un rialzo dei tassi della Bank of England di 25 pb nella seconda metà del 2026. BNP Paribas vede i rendimenti dei gilt decennali rimanere elevati per tutto il 2026 prima di scendere al 4,30% nel 2027, attribuendo il movimento a una minore offerta netta, a un calo dei premi per il rischio politico e al fatto che i mercati iniziano a prezzare potenziali tagli BoE. La sterlina è prevista indebolirsi contro il dollaro fino al 2027, con GBP/USD indicato a 1,32 entro il Q4 2026, mentre USD/JPY è stimato a 165.
Prospettive per crescita, inflazione e politica monetaria nel Regno Unito
Ci aspettiamo che l’economia del Regno Unito si raffreddi in modo significativo, con la crescita del PIL che scenderebbe ad appena l’1% quest’anno dall’1,3% nel 2025. I recenti dati mensili, che mostrano una crescita piatta dello 0,1% a maggio, indicano che lo slancio dell’attività economica si sta rapidamente affievolendo. I trader su derivati dovrebbero posizionarsi per questo scenario di rallentamento acquistando opzioni put sugli indici azionari del Regno Unito, per coprirsi dal rischio di utili societari in indebolimento.
Il conflitto geopolitico in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia, riaccendendo le pressioni inflazionistiche che, a nostro avviso, porteranno l’inflazione dei prezzi al consumo nel Regno Unito al 3,2% quest’anno. A causa di questa inflazione persistente, ora prevediamo un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Bank of England nella seconda metà del 2026. Per sfruttare questo spostamento in senso “hawkish”, i trader dovrebbero vendere i futures sui tassi d’interesse in sterline a breve scadenza nelle prossime settimane.
Implicazioni per i mercati obbligazionari e valutari
Con la banca centrale costretta a irrigidire la politica monetaria, i rendimenti dei gilt decennali sono destinati a restare molto elevati per tutto il 2026. Raccomandiamo ai trader obbligazionari di aprire posizioni corte sui futures sui gilt per trarre profitto da questi rendimenti elevati prima che inizino a scendere verso il 4,30% nel 2027. Storicamente, quando l’inflazione nel Regno Unito resta sopra la soglia del 3%, i rendimenti di lungo termine rimangono sotto pressione rialzista, rendendo gli swap payer una scelta interessante.
Sul mercato valutario, ci aspettiamo che la sterlina britannica si indebolisca rispetto al dollaro USA, puntando a un calo fino a 1,32 entro il quarto trimestre del 2026. Questa pressione ribassista è accentuata dal tradizionale ruolo di bene rifugio del biglietto verde durante le crisi geopolitiche. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put su GBP/USD o l’apertura di posizioni short sul mercato spot per intercettare questa prevista svalutazione.
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