Banxico ha fissato il tasso di riferimento al 6,5%, in linea con le previsioni. La decisione mantiene invariato il costo di finanziamento benchmark del Messico e segnala continuità nelle condizioni monetarie.
L’annuncio non ha riservato sorprese rispetto alle attese di mercato, con il tasso confermato al 6,5%. La mossa lascia stabili i costi di finanziamento per credito, mutui e per l’emissione governativa indicizzata al tasso di riferimento.
Reazione del mercato e prospettive sulla volatilità
La decisione di mantenere i tassi al 6,5% era ampiamente attesa, quindi non ci aspettiamo reazioni di mercato significative nell’immediato. La volatilità implicita sulle opzioni del peso messicano, che era aumentata in vista dell’annuncio, dovrebbe ora ridursi in modo marcato. Questo crea un’opportunità per vendere volatilità di breve termine, poiché la principale fonte di incertezza immediata è venuta meno.
Indicazioni di politica monetaria, inflazione e differenziale dei tassi
L’attenzione si sposta ora sulla forward guidance e sul percorso dei tassi d’interesse per il resto del 2026. Con l’inflazione riportata l’ultima volta al 4,1%, resta ostinatamente sopra il target della banca centrale, suggerendo che Banxico sarà riluttante a segnalare tagli dei tassi nel breve. Questo rafforza la nostra convinzione che Banxico resterà in pausa almeno per un altro trimestre.
Monitoriamo anche la Federal Reserve, che ha mantenuto i propri tassi invariati al 4,75%. Ciò preserva un differenziale favorevole di 175 punti base, rendendo il peso interessante per le strategie di carry trade, che dovrebbero continuare a sostenere la valuta. Di conseguenza, vediamo pochi motivi per acquistare protezione al ribasso, come put out-of-the-money sul peso, su un orizzonte di medio termine.
Storicamente, quando Banxico avvia un ciclo di allentamento, tende a procedere con diversi tagli consecutivi. Pur non essendo ancora in quella fase, stiamo iniziando a valutare derivati a scadenza più lunga, come il pagamento del fisso su swap TIIE con regolamento a fine 2026 o inizio 2027, per posizionarci in vista di un eventuale cambio di rotta della politica monetaria. Si tratta di un modo a basso costo per esprimere una view su futuri tagli dei tassi senza andare contro l’attuale stabilità del mercato.
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