Un backtest che combina ampiezza del mercato azionario, volatilità dei tassi e condizioni del credito suggerisce rendimenti prospettici più deboli quando le azioni USA sono vicine ai massimi storici. Lo screening richiede che l’S&P 500 sia entro il 5% dal suo massimo storico, che il MOVE sia almeno all’80% del suo massimo a 52 settimane, che il rapporto tra l’indice HYG e i Treasury sia sotto la sua media mobile a 50 giorni e che il saldo netto dei nuovi massimi del NYSE sia sotto lo zero. Nei successivi 120 giorni, l’S&P 500 ha registrato in media un rialzo dello 0,5% contro il 4,5% di una tipica seduta “vicino ai massimi”, e il 54% dei segnali è stato seguito da rialzi rispetto al 75% normalmente. I drawdown sono stati più ampi: un calo superiore al 10% si è verificato nel 42% dei casi contro il 22% normalmente, mentre flessioni oltre il 5% sono avvenute nel 54% contro il 38%; piccole modifiche dei parametri (2/3/5/10% dai massimi, MOVE al 70/80/90%, nuovi massimi netti sotto 0/-50/-100) hanno continuato a produrre sottoperformance a 120 giorni tra il 2% e il 10% quando erano presenti almeno cinque segnali.
I segnali hanno mostrato tendenza a concentrarsi: il 2007 ha preceduto la crisi finanziaria, il 2015 è arrivato prima della correzione 2015–16, il 2021 ha preceduto il bear market del 2022 e il 2019 si è rivelato un falso allarme fino al Covid nel 2020, con un lockout di 20 giorni che ha causato sovrapposizioni nelle finestre a 60 e 120 giorni. Le letture attuali sono state descritte come robuste, con una media a 10 giorni dei nuovi massimi netti a -108, peggiore del 92% delle passate giornate di segnale; il MOVE era vicino al massimo annuale, mentre gli spread risultavano più contenuti rispetto alla maggior parte dei segnali precedenti. Separatamente, si è detto che l’EURUSD avrebbe ritestato area 1,1270/20, con livelli precedenti a 1,1270/1,1320 e un massimo a 1,1277, mentre il posizionamento è stato descritto come lungo di USD, indicando EURUSD ed EURCHF volatili ma con bias al ribasso; gli spread francesi sono stati definiti non ancora sufficientemente ampi da giustificare nuovi minimi dell’euro.
Cluster di segnali sull’azionario e drawdown
I segnali hanno mostrato tendenza a concentrarsi: il 2007 ha preceduto la crisi finanziaria, il 2015 è arrivato prima della correzione 2015–16, il 2021 ha preceduto il bear market del 2022 e il 2019 si è rivelato un falso allarme fino al Covid nel 2020, con un lockout di 20 giorni che ha causato sovrapposizioni nelle finestre a 60 e 120 giorni. Le letture attuali sono state descritte come robuste, con una media a 10 giorni dei nuovi massimi netti a -108, peggiore del 92% delle passate giornate di segnale; il MOVE era vicino al massimo annuale, mentre gli spread risultavano più contenuti rispetto alla maggior parte dei segnali precedenti.
Contesto su FX europeo e spread
Separatamente, si è detto che l’EURUSD avrebbe ritestato area 1,1270/20, con livelli precedenti a 1,1270/1,1320 e un massimo a 1,1277, mentre il posizionamento è stato descritto come lungo di USD, indicando EURUSD ed EURCHF volatili ma con bias al ribasso; gli spread francesi sono stati definiti non ancora sufficientemente ampi da giustificare nuovi minimi dell’euro.
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