Il quarto rialzo dei tassi dell’Australia nel 2026 ha spinto il Dollaro australiano al ribasso, mentre NZD/USD ha chiuso sotto 0,5650 per la prima volta nell’attuale fase di discesa. La Reserve Bank of Australia ha portato il cash rate al 4,60%, massimo dal 2011, con voto unanime, ma nel comunicato ha segnalato un’economia in rallentamento. Prima della riunione i futures prezzavano un cash rate sopra il 5% entro maggio 2027, tuttavia la governatrice Bullock ha indicato una minore propensione a ulteriori strette. In Nuova Zelanda, la Reserve Bank of New Zealand ha alzato l’Official Cash Rate al 2,75% il 2 settembre, per il secondo rialzo consecutivo; dopo quella riunione, le probabilità di una mossa in ottobre sono scese a circa il 36% dal 65%, anche se la traiettoria della RBNZ indicava una pausa allora e il 3,00% in dicembre. Da allora, tali probabilità sono risalite a circa l’80% per un rialzo al 3,00% il 28 ottobre.
L’OCR è 1,85 punti sotto il cash rate australiano e un punto sotto il limite inferiore del range della Fed, mentre il tasso neutrale della RBNZ è stimato tra il 3% e il 3,5%. I mercati attendono inoltre i permessi di costruzione di agosto mercoledì alle 21:45 GMT, dopo un calo del 4,3% a luglio, e l’indice di fiducia dei consumatori ANZ-Roy Morgan giovedì alle 21:00 GMT, in precedenza a 98; i dati USA su spesa e inflazione di mercoledì e i payrolls di venerdì dovrebbero dominare la scena, in vista della decisione RBA del 3 novembre. Sul piano tecnico, la resistenza è a 0,5650 e poi 0,5700, con supporti in area 0,5625 e 0,5600; l’impostazione resta short finché 0,5700 fa da tetto, con target 0,5600 e poi 0,5550, con Stoch RSI giornaliero in singola cifra da metà settembre e una chiusura giornaliera sopra 0,5700 che invaliderebbe lo short.
Bias short su NZD/USD e livelli target
Suggeriamo ai trader su derivati di mantenere un bias short sul cross NZD/USD nelle prossime settimane, puntando al livello 0,5600 e potenzialmente a 0,5550. Questo obiettivo ribassista è altamente credibile poiché 0,5550 è in linea con i minimi pluriennali di 0,5512 registrati durante il rallentamento economico globale di fine 2022. Raccomandiamo di monitorare con attenzione la resistenza a 0,5700, in quanto una chiusura giornaliera sopra tale livello invaliderebbe questa configurazione short.
La recente decisione della Reserve Bank of Australia di portare il cash rate al 4,60% ha implicazioni di segnalazione che, a nostro avviso, continueranno a pesare sul sentiment regionale. Poiché l’economia australiana mostra segnali evidenti di rallentamento, questa mossa appare come un rialzo dei tassi senza un seguito. Ci aspettiamo che l’assenza di ulteriori strette future limiti eventuali rimbalzi del Dollaro australiano e trascini al ribasso anche il Kiwi.
Persistono venti contrari regionali e globali per il Kiwi
Con la prossima decisione della Reserve Bank of New Zealand fissata per il 28 ottobre, raccomandiamo di prezzare un rialzo molto prudente di 25 punti base al 3,00%. Sebbene le oscillazioni del Brent intorno agli 80 dollari al barile mantengano elevati i rischi inflazionistici nel breve, è improbabile che il Kiwi trovi un supporto duraturo. Proponiamo di considerare eventuali rialzi temporanei del Kiwi come opportunità di vendita, poiché il tasso si collocherebbe solo nella parte più bassa del range neutrale della RBNZ.
Va inoltre considerato il quadro macro più ampio, in particolare il raffreddamento dell’economia cinese, che al momento è atteso crescere a un ritmo moderato di circa il 4,5% nel 2026. Poiché la Cina acquista oltre il 30% delle esportazioni neozelandesi di prodotti agricoli e lattiero-caseari, un ulteriore rallentamento cinese riduce direttamente la domanda di beni commodity neozelandesi. I trader su derivati dovrebbero utilizzare questa debolezza fondamentale per giustificare il mantenimento di opzioni put sul NZD.
Infine, invitiamo i trader a prepararsi a una volatilità elevata in prossimità dei Nonfarm Payrolls statunitensi di questo venerdì e dei prossimi dati sulla spesa dei consumatori. Storicamente, sorprese rilevanti sul mercato del lavoro USA hanno innescato variazioni rapide superiori a 100 pip sul NZD/USD in una singola sessione. Raccomandiamo l’uso di stop-loss stretti appena sopra 0,5650 per proteggere le posizioni short da improvvise oscillazioni del dollaro USA.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.