AUD/USD si è spinto sui massimi degli ultimi due mesi sopra 0,7100, sostenuto da un clima più morbido sul Dollaro USA legato alla riduzione delle attese di un rialzo della Federal Reserve il mese prossimo. L’attenzione si sposta ora sul rapporto sull’occupazione in Australia e sui PMI flash, mentre i dati sul posizionamento mostrano una ricostituzione dell’interesse ribassista sui futures: le posizioni nette corte CFTC si sono ampliate a circa 39,2 mila contratti, con la variazione settimanale scesa a -6,0 mila dopo il miglioramento di quasi 6,8 mila della settimana precedente. L’open interest è salito a 267,2 mila da 240,5 mila, l’esposizione speculativa è scivolata a -14,7% da -13,8%, la variazione a quattro settimane è stata attorno a -8,5 mila e i percentili si sono attenuati a 68,5 e 80,4.
I dati domestici restano misti ma solidi. Le letture finali dei PMI di luglio indicano il Manifatturiero a 52,0 (da 51,5) e i Servizi a 53,6 (da 50,5), mentre il saldo commerciale di giugno è passato a un surplus di 1,929 mld A$ dal deficit di 2,367 mld A$ di maggio. Il PIL è cresciuto dello 0,3% t/t nel 1° trimestre 2026 (da 0,9%) e del 2,5% a/a; la disoccupazione è rimasta al 4,4% a giugno e l’occupazione è aumentata di 76,3 mila unità (da 44 mila rivisti). In Cina, la crescita del 2° trimestre è stata del 4,3% a/a, con le vendite al dettaglio di luglio a 0,6% e la produzione industriale a 4,5%; il surplus commerciale di giugno è salito a 125,62 mld $ da 105,4 mld $, mentre il CPI è aumentato dello 0,5% a/a (da 1,0%), è sceso di -0,1% m/m e il PPI è stato al 3,5% (da 4,1%). La PBoC dovrebbe lasciare invariati gli LPR al 3,00% e 3,50%; la RBA ha mantenuto l’OCR invariato, prevedendo trimmed mean al 3,3% nel 4° trimestre 2026, inflazione headline al 3,6% nel 4° trimestre 2026 poi 2,6% nel 4° trimestre 2027 e 2,4% nel 4° trimestre 2028, disoccupazione al 4,5% in aumento a 4,7% e 4,8%, e PIL all’1,4%, 1,6% e 1,8%. Sul piano tecnico, la coppia era a 0,7109 con RSI 65,6 e ADX 11,9; supporti a 0,7079 poi 0,7061, 0,7003 e 0,6940, e resistenze a 0,7283 poi 0,7661; la SMA a 200 giorni è indicata in area 0,6930-0,6940, con la 55 giorni attorno a 0,7000-0,7003.
—Potenziale di breakout e dinamiche di mercato
Dovremmo prepararci a un possibile breakout mentre il Dollaro australiano supera la resistenza chiave di 0,7100 contro il Dollaro USA. Nonostante una componente di sentiment ribassista nel mercato dei futures, il momentum della valuta sta aumentando grazie a una Reserve Bank of Australia impostata in senso più hawkish e a un biglietto verde in indebolimento. Per sfruttare questo scenario, possiamo valutare call option con target in area 0,7200, soprattutto se i prossimi dati domestici resteranno di supporto.
I più recenti dati CFTC mostrano che le posizioni nette corte sull’Aussie si sono allargate a circa 39,2 mila contratti, mentre l’open interest è salito a 267,2 mila contratti. Questo forte posizionamento short crea in realtà un contesto ideale per uno short squeeze in caso di sorprese macro positive. Storicamente, quando l’esposizione netta corta raggiunge questi livelli tesi, qualsiasi trigger hawkish può innescare acquisti rapidi e aggressivi al rialzo, mentre i ribassisti corrono a ricoprire le posizioni.
—Considerazioni strategiche e gestione del rischio
Dobbiamo monitorare da vicino il rapporto australiano sul mercato del lavoro e i PMI flash di questa settimana per valutare la reale tenuta dell’economia domestica. Con il tasso di disoccupazione stabile al 4,4% e il PIL del 1° trimestre in crescita dello 0,3%, eventuali segnali di irrigidimento del mercato del lavoro probabilmente spingeranno la RBA a mantenere i tassi elevati più a lungo. Dati sull’occupazione superiori alle attese fornirebbero la giustificazione fondamentale necessaria per sostenere il rialzo di AUD/USD sopra la media mobile a 200 giorni a 0,6940.
Sul fronte delle strategie in derivati, potremmo considerare l’acquisto di risk reversal su AUD/USD per sfruttare lo skew di volatilità, che al momento privilegia la protezione al ribasso ma potrebbe cambiare rapidamente man mano che la valuta guadagna trazione. In alternativa, impostare bull call spread con scadenza successiva alla riunione RBA del 29 settembre consente di limitare il rischio partecipando a un possibile movimento verso 0,7280. Se il sentiment globale peggiorasse o i dati cinesi deludessero, potremmo ruotare rapidamente acquistando put di breve termine per coprire l’esposizione in prossimità del supporto in area 0,7000.
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