AUD/USD scambiava in area 0,6990 martedì, in calo dello 0,39% nella giornata, dopo che un primo rialzo verso 0,7030 si è esaurito e la coppia è scivolata nella zona di 0,6980. Il dollaro australiano ha inizialmente trovato supporto nella decisione della Reserve Bank of Australia di aumentare il Cash Rate di 25 pb al 4,60%, il livello più alto da circa 15 anni, con voto unanime. I policymaker hanno ribadito che l’inflazione resta troppo elevata e hanno lasciato aperta la possibilità di ulteriori rialzi, ma i mercati si sono poi concentrati sulle indicazioni riguardo alla necessità di altro inasprimento.
Sul grafico orario, la coppia era a 0,6992, mantenendosi sotto la SMA a 100 periodi a 0,7021 e la SMA a 200 periodi a 0,7069, mentre l’RSI in area 42 indicava un momentum moderatamente negativo. Le resistenze sono viste a 0,7005, poi 0,7021 e 0,7045, con 0,7069 seguito da 0,7075, 0,7105 e 0,7140. Il supporto si colloca a 0,6980. Il dollaro USA è stato sostenuto da rendimenti elevati dei Treasury e dalle attese di ulteriore tightening della Federal Reserve, con l’indice PCE dei prezzi e i dati NFP al centro dell’attenzione.
Strategie ribassiste con opzioni su AUD/USD
Suggeriamo ai trader di derivati di cercare di capitalizzare l’incapacità di AUD/USD di sostenere il rally sopra 0,7000, puntando su strategie ribassiste di breve periodo. Poiché la coppia è tornata in area 0,6990, l’acquisto di opzioni put a breve scadenza con strike vicino a 0,6950 potrebbe essere un modo molto efficace per sfruttare il downside immediato. Questo approccio limita il rischio e al contempo ci posiziona per beneficiare di un’eventuale rottura al ribasso del solido pavimento di supporto a 0,6980.
Il nostro outlook tecnico mostra una forte resistenza sovrastante, con la media mobile semplice a 100 periodi a 0,7021 e la SMA a 200 periodi che fa da cap a 0,7069. I trader di derivati possono anche valutare la vendita di call out-of-the-money o l’impostazione di bear call spread al di sopra della zona di offerta a 0,7075. In questo modo, possiamo incassare premio sfruttando la mancanza di momentum rialzista della valuta e il debole Relative Strength Index a 42.
Fattori macro e implicazioni di mercato
Occorre inoltre monitorare il mercato obbligazionario USA, dove il rendimento del Treasury decennale si è recentemente attestato intorno al 3,8%, continuando ad attirare capitali verso il dollaro. Con l’ultima lettura dell’inflazione Core PCE USA rimasta “sticky” al 2,7% su base annua, la Federal Reserve ha minori pressioni per tagliare rapidamente i tassi. Questo vantaggio di rendimento mantiene forte il biglietto verde e rende difficile per il dollaro australiano conservare i guadagni successivi al rialzo.
Storicamente, quando la RBA alza i tassi per contrastare l’inflazione ma esprime cautela sulla spesa delle famiglie, il dollaro australiano spesso registra una reazione “buy the rumor, sell the fact”. Con la crescita delle vendite al dettaglio australiane fiacca, al recente ritmo di appena lo 0,2%, riteniamo che il rialzo della RBA al 4,60% sarà probabilmente l’ultimo per un po’. Ciò limita il potenziale di rialzo dell’AUD, giustificando la nostra preferenza per strategie che traggono profitto da un cambio in range o in calo.
Nelle prossime settimane, raccomandiamo di seguire da vicino le prossime pubblicazioni dei dati USA su Nonfarm Payrolls e PCE per adeguare le nostre posizioni in opzioni. Un report sull’occupazione più forte delle attese, dopo l’aumento solido di 142.000 unità del mese scorso, probabilmente spingerebbe AUD/USD ulteriormente sotto il supporto a 0,6980. I trader dovrebbero essere pronti a “rollare” le put verso strike più bassi se questi dati macro continueranno a favorire il dollaro USA.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.