Contesto tecnico e driver macro di AUD/USD
AUD/USD ha ripiegato verso l’area 0,7010 martedì dopo aver ritracciato da un massimo di quattro settimane, ma è rimasto sopra la soglia di 0,7000 poiché dati statunitensi più deboli hanno limitato la domanda di Dollaro USA. L’indice del Dollaro USA (DXY) si è mantenuto intorno a 101,00 dopo aver toccato il livello più alto dal 15 luglio, mentre i mercati bilanciavano le tensioni in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi del petrolio con segnali che indicano un raffreddamento della dinamica inflazionistica.
Il CPI di giugno è sceso dello 0,4% su base mensile e il tasso annuo è rallentato al 3,5%; dati più deboli sui prezzi alla produzione hanno rafforzato questa lettura. Anche i segnali sul lavoro si sono attenuati, con la media a quattro settimane dell’ADP Employment Change scesa a 16,5 mila da 19,25 mila (dato rivisto). L’attenzione si sposta ora sul report australiano sull’occupazione di giugno in uscita giovedì: l’occupazione è vista in aumento di 15 mila dopo 40,3 mila, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,4% e il tasso di partecipazione invariato al 66,7%.
Sul grafico a quattro ore, il cambio trattava a 0,7007, sopra la SMA a 20 periodi a 0,6998 e la SMA a 100 periodi a 0,6946, con un “pavimento” a 0,7003. L’RSI era vicino a 57, mentre le resistenze erano indicate a 0,7014 e 0,7019 e i supporti a 0,7003, 0,6998 e 0,6997.
Strategie in opzioni nell’attuale contesto di mercato
Con AUD/USD stabile oggi, 21 luglio 2026, appena sopra il livello cruciale di 0,7000, vediamo un’opportunità interessante per i trader di opzioni di posizionarsi in vista di un potenziale breakout. Considerato il moderato bias rialzista evidenziato dal grafico a quattro ore, proponiamo l’acquisto di call di breve termine con strike a 0,7020. In questo modo è possibile beneficiare di un’accelerazione al rialzo qualora il cross superi la resistenza immediata a 0,7014.
Il nostro orientamento rialzista è supportato dal raffreddamento dell’inflazione USA, scesa dello 0,4% mese su mese a giugno, con un tasso annuo al 3,5%. Questa dinamica ha alimentato le aspettative di mercato secondo cui la Federal Reserve continuerà il ciclo di allentamento, con il tasso di riferimento atteso in area 3,75% più avanti nel corso dell’anno. Di conseguenza, ci aspettiamo che il DXY fatichi a mantenere l’ultimo slancio verso quota 101,00.
Il catalizzatore immediato per le strategie sui derivati è il report sull’occupazione australiana di giugno in uscita giovedì, per il quale gli economisti stimano un aumento moderato di 15.000 posti di lavoro. Una lettura superiore alle attese potrebbe aumentare la pressione sulla Reserve Bank of Australia affinché mantenga il cash rate invariato all’attuale livello elevato del 4,35%. Per tradare l’evento, suggeriamo l’utilizzo di long straddle per intercettare la forte volatilità attesa dopo la pubblicazione.
Tuttavia, è necessario mantenere cautela perché l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente continua a sostenere la domanda di “bene rifugio” per il biglietto verde e a spingere al rialzo i prezzi globali del petrolio. Per proteggere l’esposizione lunga sul Dollaro australiano da improvvisi ribassi di mercato, consigliamo l’acquisto di put “cheap” fuori dal denaro (out-of-the-money) con strike vicino a 0,6950. Questa copertura consente di preservarsi nel caso in cui shock geopolitici riportino il cambio verso la media mobile a 100 periodi.
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