AUD/USD ha scambiato in un range ristretto attorno a 0,7200 a inizio settimana, mantenendosi vicino ai massimi di venerdì e sui livelli più forti da metà maggio. Il dollaro australiano ha trovato sostegno nei mercati che prezzano un rialzo dei tassi della Reserve Bank of Australia a settembre, dopo una crescita più forte delle attese e un’inflazione domestica persistente. Il dollaro USA ha avuto più difficoltà a estendere i guadagni legati al report sui Nonfarm Payrolls, mentre l’attenzione si è spostata sui dati d’inflazione statunitensi in uscita più avanti questa settimana; tuttavia, le tensioni USA-Iran hanno fornito un certo supporto e hanno limitato il potenziale di rialzo di AUD/USD.
Sul piano tecnico, la coppia è rimasta sopra il ritracciamento di Fibonacci al 78,6% della discesa maggio–giugno a 0,7186, dopo il rimbalzo in prossimità della media mobile semplice a 200 giorni a 0,6989. Gli indicatori di momentum restano costruttivi, con l’RSI intorno a 66 e un istogramma del MACD lievemente positivo. La resistenza si colloca sul picco pluriennale a 0,7272; una chiusura giornaliera sopra tale livello lascerebbe spazio a ulteriori rialzi. In caso di rottura al ribasso di 0,7186, i supporti si posizionano a 0,7118, poi in area 0,7070 e quindi a 0,7023.
Fattori fondamentali a sostegno del rialzo di AUD/USD
Con AUD/USD in consolidamento attorno al livello chiave di 0,7200, riteniamo opportuno che i trader su derivati si posizionino per una prosecuzione del momentum rialzista nelle prossime settimane. Il nostro scenario è fortemente supportato dalla marcata divergenza di politica monetaria tra la Reserve Bank of Australia (RBA) e la Federal Reserve. Con l’ultima lettura dell’inflazione CPI australiana ancora rigida al 3,8% e la RBA che mantiene il cash rate su livelli restrittivi al 4,35%, il vantaggio di rendimento si sta spostando sempre più a favore del dollaro australiano.
Strategie di trading e indicazioni tecniche
Per sfruttare questo assetto rialzista, gli operatori in opzioni possono valutare l’acquisto di call at-the-money o l’utilizzo di bull call spread con strike obiettivo in prossimità del massimo pluriennale a 0,7272. Questa impostazione limita il rischio al ribasso e consente di partecipare al potenziale rialzo finché i prezzi spot restano saldamente sopra il ritracciamento di Fibonacci al 78,6% a 0,7186. Storicamente, quando l’RSI staziona in area 66 in presenza di un MACD positivo, il segnale è di forte pressione in acquisto e spesso anticipa un breakout.
Per i trader sui futures, suggeriamo di costruire posizioni long su lievi ritracciamenti verso la zona di supporto 0,7180, mantenendo stop-loss stretti appena sotto il ritracciamento al 61,8% a 0,7118. Sebbene le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuino a fornire un supporto temporaneo al dollaro USA in ottica “safe haven”, i fondamentali macroeconomici di fondo favoriscono l’Aussie. Ci attendiamo che questa fase di consolidamento tecnico si risolva al rialzo, soprattutto se i prossimi dati sull’inflazione USA dovessero mostrare ulteriori segnali di raffreddamento.
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