AUD/USD è sceso giovedì, con la domanda di Dollaro USA che ha prevalso sul supporto derivante da dati sull’occupazione australiana migliori delle attese, mentre la coppia scambiava intorno a 0,6966, in calo dello 0,45% nella seduta. Il biglietto verde si è rafforzato poiché la guerra in Medio Oriente ha alimentato i flussi verso i beni rifugio, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio ha incrementato i timori inflazionistici e rafforzato le aspettative che la Federal Reserve possa ancora irrigidire la politica monetaria. Le quotazioni del CME FedWatch indicano una probabilità dell’83% di un rialzo dei tassi a settembre, e il Dollar Index (DXY) si attestava intorno a 101,45, massimo di tre settimane.
Sul piano tecnico, la coppia è rimasta sopra le medie mobili semplici (SMA) a 21 e 200 giorni, rispettivamente a 0,6948 e 0,6896, pur restando sotto la SMA a 50 giorni a 0,7028. L’RSI si è posizionato vicino a 47, appena sotto la soglia neutrale di 50, mentre il MACD è risultato marginalmente positivo, con un istogramma verde in indebolimento. Le resistenze sono state indicate a 0,7028, poi 0,7100 e 0,7250, con supporti a 0,6948 e 0,6896; una rottura al ribasso aprirebbe spazio verso 0,6800.
Strategie operative in derivati per un ribasso di AUD/USD
Consigliamo ai trader in derivati di prepararsi a un movimento al ribasso dell’AUD/USD nelle prossime settimane, poiché i rischi geopolitici continuano a favorire il biglietto verde. Dal momento che il Dollar Index ha recentemente toccato un massimo di tre settimane a 101,45, è opportuno concentrarsi sulla protezione delle posizioni long acquistando opzioni put su AUD/USD. Il nostro obiettivo ribassista principale per queste operazioni di breve termine dovrebbe essere il supporto immediato a 0,6948.
Dinamiche di mercato, pattern storici e livelli tecnici
I dati storici mostrano che quando i timori sulla disponibilità di energia spingono i prezzi globali del petrolio in rialzo di oltre il 10%, il Dollaro australiano tende sistematicamente a sottoperformare le valute rifugio, nonostante dati domestici robusti sull’occupazione. Oggi, con l’aumento dei timori inflazionistici legati al petrolio, i mercati dei tassi prezzano una probabilità elevata, pari all’83%, di un rialzo della Fed a settembre. Per questo, riteniamo che la vendita di opzioni call sopra la media mobile a 50 giorni di 0,7028 offra una strategia ad alta probabilità per generare reddito.
Dal punto di vista tecnico, lo slancio dell’Aussie si sta esaurendo, con l’RSI sotto la linea neutrale a 47. Se la coppia dovesse scendere sotto la media mobile a 200 giorni a 0,6896, ci aspettiamo un rapido calo verso l’area di 0,6800. Raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread per intercettare questo potenziale ribasso mantenendo contenuti i costi dell’operazione.
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