AUD/USD è salito martedì, scambiando in area 0,6982 e in rialzo dello 0,33%, mentre un arretramento dei rendimenti dei Treasury USA ha pesato sul Dollaro e la retorica “hawkish” della RBA ha sostenuto la valuta australiana. Il Dollar Index (DXY) è sceso a circa 102,25 dopo aver toccato 102,61 lunedì, massimo da aprile 2025, e il rendimento del Treasury decennale è scivolato sotto il 5,20% dopo il picco al 5,36% della scorsa settimana, un livello che non si vedeva dal 2002. I rendimenti sono calati mentre i prezzi del petrolio hanno segnato un lieve ripiegamento, le vendite sui titoli azionari legati all’AI hanno aumentato la domanda di titoli di Stato e le ricoperture di posizioni corte hanno amplificato il movimento.
Petrolio, inflazione e prospettive sulla Federal Reserve
Il petrolio, tuttavia, è rimasto su livelli elevati, con lo stallo tra Stati Uniti e Iran che mantiene in primo piano i rischi di offerta in Medio Oriente, alimentando timori sull’inflazione e aspettative di una politica monetaria più restrittiva. L’attenzione si sposta sulla pubblicazione di mercoledì dell’indice CPI USA in vista della riunione della Fed del 27-28 ottobre; il CME FedWatch indica che i mercati si attendono tassi invariati questo mese, mentre prezzano una probabilità di circa l’85% di un rialzo a dicembre.
Politica della Reserve Bank of Australia e rischi per la valuta
In Australia, i verbali di settembre della RBA hanno confermato un aumento unanime di 25 punti base del tasso di riferimento (cash rate) al 4,60%, citando la necessità di muoversi rapidamente per mantenere ancorate le aspettative di inflazione e segnalando il rischio che un AUD più debole possa far salire l’inflazione importata.
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