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AUD/USD in range vicino a 0,7000: prospettive d’inflazione più contenute e dati USA sostengono la forza del dollaro

by VT Markets
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Jul 17, 2026

AUD/USD è rimasto pressoché invariato e si è mantenuto intorno a 0,7000 per la quarta seduta consecutiva, con i rimbalzi dall’area 0,6900 che hanno incontrato la resistenza della media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni poco sopra quel livello. Lo Stochastic Relative Strength Index giornaliero è salito oltre la zona di metà 70, ma l’azione dei prezzi non ha dato seguito al movimento. Le aspettative di mercato su ulteriori strette si sono attenuate dopo che le attese d’inflazione sono scese al 4,7% a luglio dal 5,5% di giugno, in scia alla decisione della Reserve Bank of Australia di lasciare il cash rate al 4,35% a giugno dopo tre rialzi quest’anno. L’inflazione headline è rallentata al 4,0% a maggio mentre la trimmed mean è salita al 3,6%, rendendo il CPI di fine luglio l’input chiave per la riunione dell’11 agosto, anche se i futures si orientano verso un tasso a fine anno più vicino al 4,50%.

I driver esterni restano al centro dell’attenzione, con la People’s Bank of China attesa fissare la politica alle 01:15 GMT di lunedì, con il tasso benchmark al 3%. Negli USA, le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese a 208 mila e l’indice Philly Fed è risultato pari a 41,4 contro 13 atteso, sostenendo la speculazione su un rialzo dei tassi il 28–29 luglio. Il prossimo focus per l’Australia è il report sul mercato del lavoro del 23 luglio alle 01:30 GMT; a maggio sono stati creati 40,3 mila posti con disoccupazione al 4,4%, con una composizione sbilanciata verso 35,2 mila part-time contro 5,2 mila full-time. Seguono i PMI preliminari alle 23:00 GMT, dopo le precedenti letture di 51,5 per il manifatturiero e 50,5 per i servizi, insieme al sentiment del Michigan alle 14:00 GMT e ai PMI USA del 24 luglio. I livelli tecnici citati includono resistenze a 0,7000, poi 0,7050 e in area 0,7100, con supporti a 0,6950, 0,6900 e poco sotto 0,6850.

Dollaro australiano in range mentre la spinta domestica si esaurisce

Il dollaro australiano appare bloccato in un range stretto, sostanzialmente piatto sul livello chiave di 0,7000 per il quarto giorno consecutivo, con la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni a limitare i rialzi. Poiché lo Stochastic RSI giornaliero sta salendo senza un effettivo movimento al rialzo dei prezzi, il momentum si sta esaurendo più che costruendo. I trader su derivati potrebbero valutare di vendere i rialzi in prossimità di 0,7000, puntando a un ritracciamento verso l’area di supporto a 0,6900.

La nostra view ribassista è supportata dal raffreddamento delle aspettative d’inflazione domestica, recentemente scese al 4,7%, che lascia alla Reserve Bank of Australia ampio margine per mantenere i tassi invariati al 4,35%. Con l’indice Westpac di fiducia dei consumatori ancora vicino ai minimi storici a 82,4 punti, la domanda interna di ulteriori rialzi dei tassi si sta rapidamente dissolvendo. Ci aspettiamo che questa mancanza di slancio hawkish limiti qualsiasi potenziale rialzista per l’Aussie in vista della pubblicazione del CPI del secondo trimestre.

Rischi esterni e strategie operative in vista dei principali dati

Occorre monitorare da vicino anche Pechino, poiché la prossima decisione di policy della People’s Bank of China di lunedì 20 luglio rappresenta un importante driver esterno. Con i prezzi globali del minerale di ferro in area 105 dollari a tonnellata per effetto della debole domanda cinese, l’assenza di uno stimolo aggressivo da parte della PBoC potrebbe verosimilmente pesare sull’Aussie. Consigliamo di utilizzare opzioni put a breve scadenza per coprirsi dal rischio di notizie deludenti dal principale mercato di export dell’Australia.

Sull’altro lato del cross, la forza dei dati macro USA, incluse richieste di sussidio resilienti e un indice manifatturiero Philly Fed molto elevato, mantiene viva l’impostazione hawkish della Federal Reserve. Questo solido contesto statunitense sostiene la forza del biglietto verde e comprime il differenziale di rendimento AUD/USD. Suggeriamo di mantenere un bias ribassista sulla coppia, poiché i flussi difensivi continuano a favorire il dollaro USA in un contesto di persistenti tensioni in Medio Oriente.

Il report australiano sulla forza lavoro in uscita giovedì 23 luglio è il catalizzatore critico che, a nostro avviso, potrebbe finalmente rompere questo range ristretto. Considerato che i precedenti incrementi occupazionali erano fortemente dominati da posizioni part-time, una nuova lettura con composizione debole potrebbe spingere la coppia in discesa sotto 0,6900. I trader dovrebbero posizionarsi per un rischio asimmetrico al ribasso, acquistando put per sfruttare un potenziale breakdown tecnico.

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