AUD/USD ha recuperato le perdite iniziali ed è risalito marginalmente intorno a 0,6990 durante gli scambi asiatici di martedì, con i mercati in attesa dei commenti della governatrice della RBA, Michele Bullock. La cautela resta elevata, poiché persistono i timori di un’inflazione “appiccicosa” in vista dei dati australiani sui prezzi al consumo di giugno e del 2° trimestre, in uscita mercoledì, che dovrebbero orientare le aspettative sull’impostazione della politica monetaria domestica.
Il cross potrebbe incontrare difficoltà se il USD dovesse mantenersi tonico, mentre i mercati si posizionano in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì. Il CME FedWatch attribuisce quasi il 38% di probabilità a un rialzo dei tassi a luglio, un livello di incertezza considerato elevato a ridosso della riunione, mentre la probabilità di almeno un aumento di 25 punti base a settembre si attesta intorno all’81,4%. Anche la geopolitica ha influito sulle valutazioni: il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono in “buoni colloqui” con l’Iran, nonostante Washington abbia interrotto nel weekend una campagna di attacchi durata 13 notti, con tre giorni consecutivi senza raid; il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che non esistono colloqui diretti con gli USA e che l’unico dialogo in corso è con l’Oman sul futuro dello Stretto. Questi sviluppi hanno pesato sul petrolio, attenuando le preoccupazioni su inflazione e politica monetaria.
Strategie di volatilità per i trader tra decisioni delle banche centrali e dati sull’inflazione
Consigliamo ai trader in derivati di prepararsi a una volatilità significativa sul cambio AUD/USD nelle prossime settimane, mentre si sovrappongono decisioni chiave delle banche centrali e dati sull’inflazione. Con il cambio in area 0,6990, suggeriamo l’acquisto di straddle a breve scadenza per beneficiare di movimenti bruschi in entrambe le direzioni. Questa strategia è particolarmente efficace quando l’incertezza di mercato è elevata, soprattutto con l’indice dei prezzi al consumo australiano del 2° trimestre e la riunione di politica monetaria della Federal Reserve entrambi in arrivo domani.
La nostra analisi dei dati storici della Reserve Bank of Australia mostra che, quando l’inflazione trimestrale si discosta anche solo dello 0,2% dalle attese di mercato, il Dollaro australiano tende a muoversi di oltre 80 pip nel giro di poche ore. Considerato che l’inflazione domestica è rimasta ostinatamente alta, un dato superiore alle attese domani potrebbe spingere la governatrice Michele Bullock a segnalare ulteriore restrizione. Raccomandiamo di utilizzare opzioni call out-of-the-money sul Dollaro australiano come leva a basso costo nel caso in cui l’inflazione sorprenda al rialzo.
Rischi di politica USA e dinamiche guidate dalle materie prime
Sul fronte opposto del cross, il Dollaro USA sta mostrando dinamiche di prezzo inusuali: il CME FedWatch Tool indica un’elevata probabilità (38%) di un rialzo immediato dei tassi già questa settimana. Si tratta del livello più alto di incertezza pre-riunione sulla traiettoria di policy che abbiamo osservato da anni, con le aspettative per un rialzo a settembre all’81,4%. Per coprirsi dal rischio di una stretta a sorpresa da parte del presidente Kevin Warsh volta a rafforzare le sue credenziali nella lotta all’inflazione, preferiamo acquistare opzioni put su AUD/USD.
Inoltre, l’allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha trascinato al ribasso i prezzi globali del petrolio, con il Brent sceso di recente verso quota 75 dollari al barile. Se da un lato costi energetici più bassi tendono a raffreddare l’inflazione globale, dall’altro penalizzano le valute legate alle materie prime come il Dollaro australiano. Riteniamo che i trader di commodity debbano monitorare attentamente queste dinamiche energetiche, poiché un’ulteriore discesa del petrolio probabilmente limiterà il potenziale rialzista dell’AUD e favorirà strategie in derivati orientate al ribasso.
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