ABN AMRO si attende che l’economia dell’Eurozona continui ad espandersi anche in presenza di un rinnovato shock energetico, con la spesa fiscale della Germania a fornire sostegno mentre i consumi subiscono nuove pressioni a causa del calo dei redditi reali. La banca è tornata a una previsione di crescita dello 0,8% per il 2026 e ha mantenuto l’1,2% per il 2027, dopo un secondo trimestre più solido e revisioni al rialzo in Germania.
L’inflazione, tuttavia, è destinata a rappresentare il principale vincolo per lo scenario e potrebbe indurre ulteriori strette da parte della Banca Centrale Europea (BCE). L’inflazione headline è risalita dal minimo di giugno del 2,8% al 3,3% di agosto, massimo da tre anni, trainata in larga parte dall’energia, mentre anche l’inflazione dei beni ha accelerato. ABN AMRO prevede un picco dell’inflazione sopra il 3,5% nei prossimi mesi e una media del 3,0% nel 2026, ossia 0,5 punti percentuali sopra la stima di giugno, con i dati sulla dinamica salariale di Indeed e il tracker della BCE che segnalano un aumento dei rischi di effetti di secondo impatto.
Implicazioni per la politica monetaria e i mercati dei tassi
Alla luce dell’ultimo rimbalzo dell’inflazione dell’Eurozona al 3,3% in agosto, riteniamo opportuno che i trader sui derivati si preparino a una BCE più hawkish di quanto oggi scontato. Con i prezzi dell’energia che spingono l’inflazione headline verso un picco previsto oltre il 3,5% nei prossimi mesi, il rischio di un prolungamento della stretta monetaria sta aumentando in modo marcato. Occorre posizionarsi per una pressione al rialzo sui rendimenti dell’Eurozona, soprattutto considerando che la spesa fiscale tedesca mantiene resiliente la crescita dell’area allo 0,8% per il 2026.
Per sfruttare questo contesto, raccomandiamo posizioni corte sui future del Bund tedesco decennale, dato che i rendimenti, recentemente intorno al 2,45%, appaiono destinati a salire ulteriormente. I trader possono inoltre acquistare opzioni put sui future Euribor con scadenza dicembre 2026 per beneficiare del fatto che il mercato sottovaluta la possibilità di nuovi rialzi dei tassi BCE. Questo approccio difensivo è supportato dagli andamenti osservati nel ciclo 2022–2023, quando una crescita salariale “sticky” ha ripetutamente costretto i policymaker a spingersi oltre le attese iniziali del mercato.
Opportunità nei derivati su valute e azioni
Nel mercato delle opzioni valutarie, vediamo un forte razionale per costruire un’esposizione rialzista sull’euro, in particolare attraverso opzioni call su EUR/USD con obiettivo in area 1,11. La combinazione di una crescita resiliente dell’Eurozona e di una BCE hawkish contrasta nettamente con un’economia statunitense in rallentamento, dove i recenti dati manifatturieri hanno mostrato segnali di raffreddamento. Questa strategia basata sul differenziale dei rendimenti è ulteriormente rafforzata dal tracker salariale prospettico della BCE, che indica un radicamento delle pressioni sui prezzi domestici.
Per i trader di derivati azionari, suggeriamo l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sull’indice di volatilità dell’Euro Stoxx 50 (VSTOXX) come copertura contro improvvisi sell-off di mercato. Sebbene la crescita resti stabile, la doppia pressione di un rinnovato shock energetico e di costi di finanziamento più elevati è verosimilmente destinata a comprimere i margini di profitto aziendali. Concentrarsi su opzioni legate a settori difensivi, come utility o beni di consumo di base, può aiutare ad ammortizzare i portafogli mentre l’alta inflazione torna a erodere i redditi reali delle famiglie.
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