Settimana in arrivo: previsioni sui tassi della Fed: oro, USDX e S&P 500 sotto i riflettori

by VT Markets
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Sep 14, 2026

Panoramica

  • L’attenzione è tutta sulla prossima mossa della Federal Reserve, dopo che i dati di settembre sull’inflazione di agosto hanno mostrato un chiaro aumento delle pressioni sui prezzi nel breve periodo.
  • L’indice dei prezzi al consumo (CPI, cioè la misura dell’inflazione per i consumatori) “complessivo” è salito dello 0,4% su base mensile, da 0,1% a luglio, mentre il CPI “core” (inflazione al netto delle componenti più instabili come energia e alimentari) è aumentato dello 0,3%, da 0,2%.
  • Dopo il dato sul CPI, il mercato stimava una probabilità di circa 82%-85% di un rialzo dei tassi a settembre.
  • Il presidente Trump ha più volte chiesto tassi più bassi, alimentando tensioni con una Fed che sta valutando una politica più restrittiva (cioè tassi più alti).
  • Da monitorare anche rendimenti dei Treasury USA e prezzi del petrolio. Rendimenti più alti possono rafforzare il dollaro e penalizzare gli asset più sensibili ai tassi (azioni e settori che dipendono dal credito). Prezzi dell’energia elevati restano un rischio di rialzo per l’inflazione.

Decisione della Fed al centro dopo segnali contrastanti sull’inflazione

L’inflazione di agosto ha lasciato alla Federal Reserve due segnali in direzioni diverse.

Il CPI complessivo è salito dello 0,4% su base mensile, accelerando dallo 0,1% di luglio. Il CPI core è aumentato dello 0,3%, dal precedente 0,2%. Su base annua, però, il quadro è diverso: il CPI complessivo è rimasto fermo al 3,4%, mentre il CPI core è sceso dal 2,5% al 2,4%.

I dati mensili rafforzano l’ipotesi di una politica più restrittiva, perché indicano che nel breve periodo i prezzi stanno correndo di più.

Allo stesso tempo, la discesa annua del CPI core evita che il quadro dell’inflazione diventi “a senso unico”.

La Fed arriva alla riunione di questa settimana con pressioni inflazionistiche più forti nel breve, ma senza prove chiare che il calo dell’inflazione di fondo sia davvero finito.

Il PCE lascia spazio a una lettura più prudente

La Fed non ha ancora il dato di agosto dell’indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures), cioè la misura dell’inflazione basata sulle spese dei consumatori, che la banca centrale usa spesso come riferimento. L’ultimo dato disponibile è di luglio: PCE complessivo a +0,2% mensile e +3,7% annuo, PCE core a +0,2% mensile e +3,3% annuo.

Il PCE core resta ben sopra l’obiettivo Fed del 2%, quindi sostiene l’idea di tassi più alti. Però il +0,2% mensile di luglio è più moderato del +0,3% del CPI core di agosto.

Questa differenza dà ai decisori un motivo per essere prudenti. Un CPI forte può giustificare un rialzo dei tassi, ma la Fed deve capire se l’accelerazione è un segnale duraturo o un movimento di breve legato anche a energia e altre voci molto variabili.

Di conseguenza, per decidere a settembre i membri della Fed devono basarsi su CPI, PPI e altri indicatori. Il PPI (Producer Price Index) è l’indice dei prezzi alla produzione: misura quanto aumentano i costi “a monte”, che possono poi trasferirsi ai prezzi finali.

I mercati si spostano verso un rialzo a settembre

Dopo il CPI, gli operatori stimavano una probabilità dell’82%-85% di un rialzo dei tassi a settembre.

I cambiamenti nelle aspettative sui tassi possono muovere valute, obbligazioni, azioni e metalli preziosi prima e dopo l’annuncio Fed.

Un rialzo di 25 punti base (0,25 punti percentuali) seguito da una pausa indicherebbe una risposta prudente alle nuove pressioni sui prezzi. Un rialzo accompagnato da indicazioni di ulteriori strette (cioè altri rialzi) suggerirebbe che la Fed vede l’accelerazione mensile come un problema più persistente.

Le condizioni finanziarie sono un altro motivo di cautela. I rendimenti a lungo termine dei Treasury sono già saliti molto, alzando i tassi dei mutui e il costo del credito per le imprese. In pratica, una parte della “stretta” l’ha già fatta il mercato.

Il rendimento del Treasury decennale resterà quindi un indicatore chiave. Se i rendimenti salgono ancora, le condizioni diventano più rigide e il dollaro può essere sostenuto; se scendono, il mercato potrebbe prezzare una politica meno aggressiva.

Resta anche il fattore politico. Il presidente Trump ha più volte spinto per tassi più bassi, aumentando la tensione sul percorso della politica monetaria.

Nonostante questo, la Federal Reserve è indipendente. I dati d’inflazione contrastanti danno comunque una base economica per valutare un rialzo dei tassi.

Resterà centrale il legame tra aspettative sui tassi e dollaro. L’indice del dollaro (US Dollar Index/DXY) può rafforzarsi quando aumenta l’incertezza e la domanda di asset in dollari, ma la direzione dipenderà soprattutto da come si muoveranno rendimenti dei Treasury e attese sulla Fed.

Petrolio: rischio inflazione ancora alto

L’energia resta un elemento da seguire con attenzione.

Prezzi del petrolio sopra 100 dollari per un periodo prolungato possono aumentare i costi di carburanti, trasporti e produzione. L’impatto non arriva subito in tutte le misure d’inflazione, ma rende più difficile dire che le pressioni sui prezzi siano sotto controllo.

I prezzi del petrolio reagiscono a molti fattori: offerta, domanda e geopolitica. Per chi guarda oltre i titoli del giorno, è utile seguire i principali fattori che influenzano il greggio per capire se i costi energetici elevati possono durare.

L’insieme di inflazione mensile più forte, prezzi alla produzione sostenuti, occupazione solida e costi energetici elevati spinge la Fed verso una politica più restrittiva. Però il rallentamento dell’inflazione core su base annua e condizioni finanziarie già rigide lasciano spazio a un approccio più graduale.

Simboli chiave da monitorare

USDX | EURUSD | GBPUSD | XAUUSD | SP500

Eventi in arrivo

DataValutaEventoStimaPrecedenteNota analisti
14 SepCADCPI m/m-0.10%0.50%Un CPI mensile più debole potrebbe ridurre la pressione sulla Bank of Canada (BoC, la banca centrale canadese) e penalizzare il dollaro canadese (CAD).
16 SepGBPCPI y/y3.10%2.90%Un’inflazione più alta potrebbe aumentare le attese di una Bank of England (BoE, la banca centrale britannica) più restrittiva e sostenere la sterlina (GBP).
17 SepUSDFederal Funds Rate4.00%3.75%Evento chiave della settimana. Il mercato guarderà la decisione sui tassi e le indicazioni sul futuro (“forward guidance”: comunicazione della banca centrale su cosa potrebbe fare in seguito).
17 SepGBPOfficial Bank Rate3.75%3.75%Tassi fermi potrebbero lasciare la GBP stabile, mentre la divisione dei voti nel comitato influenzerà le attese sulla politica futura.
18 SepJPYBoJ Policy Rate<1.25%<1.00%Un orientamento verso un tasso ufficiale più alto sosterrebbe lo yen e aumenterebbe il rischio di ribasso per USDJPY (dollaro contro yen).

Per una panoramica completa dei prossimi appuntamenti macro, consulta l’Calendario economico di VT Markets.

Movimenti chiave della settimana

USDX

  • L’USDX ha superato 98,455 e ha proseguito al rialzo, completando l’impostazione tecnica precedente.
  • Il dollaro potrebbe continuare a salire: 99,50 e 99,75 sono le prossime aree da monitorare.
  • Anche se l’USDX dovesse segnare un nuovo minimo, è meglio attendere segnali di ripresa dei prezzi prima di concludere che la struttura rialzista di fondo sia finita.

EURUSD

  • EURUSD è tornato a scendere dall’area 1,1640 monitorata.
  • Una fase laterale vicino ai livelli attuali potrebbe aprire a un nuovo movimento verso 1,1530, anche se prima è possibile un test rialzista di 1,16588.
  • Attenzione alla reazione in area 1,1635: un’impostazione ribassista lì manterrebbe al centro la struttura di discesa.

XAUUSD (Oro)

  • L’oro è rimasto in un consolidamento volatile, oscillando intorno ai massimi e minimi recenti (consolidamento: fase laterale in cui il prezzo “scarica” e prende direzione).
  • La decisione della Fed sarà probabilmente il principale fattore di movimento. Una rottura sopra 4.510 sposterebbe l’attenzione verso 4.600 come area dove cercare segnali di vendita.

SP500

  • L’SP500 è sceso come previsto e ha completato la fase laterale precedente.
  • Se si formasse un nuovo consolidamento, i primi livelli da monitorare per segnali di ripartenza sono 7.610. Una discesa più profonda porterebbe in primo piano 7.535.

BTCUSD

  • Bitcoin è rimasto sotto pressione dopo che l’impostazione precedente indicava ulteriore debolezza.
  • Se BTC entrasse in consolidamento, i segnali di ripartenza possono essere osservati in area 75.100 o 71.900. Una rottura sotto 82.834,21 rafforzerebbe lo scenario ribassista.

Conclusione

I mercati iniziano la settimana con la politica monetaria al centro. L’inflazione USA è aumentata su base mensile, mentre l’inflazione core annua continua a scendere: per la Fed è un equilibrio difficile tra rispondere alle nuove pressioni sui prezzi ed evitare una stretta non necessaria. La decisione del 17 settembre potrebbe guidare il prossimo movimento su dollaro, oro e azioni USA. Nel Regno Unito, il CPI e la decisione della BoE possono orientare la sterlina. La riunione della BoJ aggiunge volatilità allo yen, con USDJPY già in impostazione rialzista.

Domande frequenti

La Federal Reserve aumenterà i tassi a settembre 2026?

I mercati propendono per un rialzo di 25 punti base (0,25 punti percentuali), che porterebbe il tasso sui federal funds (il tasso guida della Fed per il mercato interbancario overnight) al 3,75%-4,00%. L’ipotesi si è rafforzata dopo il +0,3% mensile del CPI core di agosto e prezzi alla produzione ancora sostenuti. Tuttavia, il CPI core annuo è sceso al 2,4%, mantenendo incertezza sul trend di fondo.

Perché la decisione della Fed di settembre è importante per i mercati?

Può influenzare insieme dollaro, rendimenti dei Treasury, oro e azioni. Un rialzo con tono “hawkish” (cioè orientato a tassi più alti) potrebbe sostenere USDX e rendimenti, mettendo pressione su oro e titoli più sensibili ai tassi. Un messaggio più prudente potrebbe generare la reazione opposta.

Come può la decisione della Fed influenzare il prezzo dell’oro?

L’oro è sensibile alle aspettative d’inflazione e ai rendimenti reali (rendimenti “al netto” dell’inflazione). Tassi più alti aumentano il costo opportunità di detenere oro (che non paga interessi), mentre un’inflazione persistente può sostenere la domanda come copertura. Il report indica 4.434 e 4.510 come aree chiave al rialzo, con 4.600 in focus se il prezzo salisse ancora.

Quali livelli USDX monitorare questa settimana?

Il report indica 99,50 e 99,75 come prossime aree da seguire dopo il superamento di 98,455 e il ritorno al rialzo. Il comportamento del prezzo su questi livelli può chiarire se il recupero del dollaro ha ancora spazio.

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