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Settimana in arrivo: i mercati guardano all’inflazione mentre la strategia della Fed si evolve

by VT Markets
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Jul 20, 2026

Panoramica

  • I mercati valutano se il rallentamento dell’inflazione possa aprire spazio a tagli dei tassi USA senza indebolire l’obiettivo della Federal Reserve (la banca centrale USA) di riportare l’inflazione al target.
  • I dati sull’inflazione di Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito guidano il calendario della settimana, insieme alla conferenza stampa della BCE (Banca Centrale Europea).
  • Oro, dollaro USA e principali coppie valutarie si muovono soprattutto sulle attese di politica monetaria (decisioni su tassi e liquidità), più che su variazioni immediate dei tassi.
  • I trader dovrebbero verificare se i livelli tecnici chiave (supporti e resistenze sui grafici) tengono, in vista della riunione FOMC (comitato della Fed che decide sui tassi), del PIL USA e dell’inflazione Core PCE (indicatore dei prezzi “depurato” da voci volatili) della prossima settimana.

La strategia di politica monetaria di Kevin Warsh entra nel vivo

La scorsa settimana ha dato agli investitori nuovi elementi su come il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, intenda gestire la politica monetaria (scelte su tassi e condizioni finanziarie) nella seconda metà dell’anno. Più che anticipare la prossima decisione sui tassi, Warsh ha ribadito la necessità di flessibilità: le mosse future resteranno legate ai dati macro in arrivo, non a indicazioni fissate in anticipo.

L’impostazione segna una discontinuità rispetto al passato. Nelle riunioni recenti la Fed ha diffuso comunicati più brevi, meno proiezioni e meno “forward guidance” (indicazioni preventive su cosa farà in futuro). Invece di preparare il mercato a un percorso già scritto, i decisori puntano a mantenere margine di manovra mentre inflazione e crescita cambiano.

L’inflazione resta la priorità

Anche se le pressioni sui prezzi sono scese molto dai massimi, l’inflazione resta sopra il target di lungo periodo della Federal Reserve (2%). Warsh sottolinea che prima va ripristinata la fiducia nella stabilità dei prezzi, poi si potrà valutare una politica più accomodante (condizioni più favorevoli, ad esempio tassi più bassi). Per approfondire, leggi la nostra guida completa all’indice dei prezzi al consumo (CPI).

Più che spingere subito verso costi di finanziamento più bassi con interventi aggressivi, la Fed sembra voler vedere un miglioramento “spontaneo” delle aspettative d’inflazione (le previsioni di famiglie e imprese su come saliranno i prezzi). Se cresce la convinzione che l’inflazione stia tornando verso il 2%, le condizioni finanziarie potrebbero allentarsi gradualmente senza danneggiare la credibilità della Fed.

Warsh sembra anche distinguere tra shock temporanei dei prezzi (aumenti di breve durata) e inflazione più ampia e persistente. Un rialzo di energia o tecnologia, da solo, non implica necessariamente una stretta, a meno che non si trasferisca su salari, prezzi dei servizi e aspettative d’inflazione di lungo periodo.

Oltre i tassi

Un altro punto centrale riguarda il bilancio della Federal Reserve, cioè l’insieme di attività detenute dalla banca centrale. Anni di “quantitative easing” (acquisti di titoli per immettere liquidità) hanno lasciato la Fed con migliaia di miliardi in titoli di Stato. Ridurre gradualmente queste posizioni, e in seguito abbassare i tassi, potrebbe mantenere la politica restrittiva (meno favorevole al credito) senza dipendere solo dal tasso ufficiale. Per capire meglio, leggi la nostra guida completa alle obbligazioni e alle strategie di investimento.

Conta sempre di più anche la produttività (quanto si produce per ora lavorata). Investimenti in intelligenza artificiale, automazione e infrastrutture possono aumentare l’offerta di beni e servizi e ridurre, nel tempo, le spinte inflazionistiche. Se vuoi orientare il portafoglio su questi trend, vedi le azioni AI da monitorare.

Insieme alla revisione del quadro operativo della Fed (regole e obiettivi con cui conduce la politica monetaria), questi elementi indicano un cambiamento nel modo di comunicare e applicare la politica monetaria, non solo nel “quando” tagliare o alzare i tassi.

Settimana intensa: in primo piano i dati sull’inflazione

L’attenzione passa a una nuova serie di dati sui prezzi nelle principali economie.

Il Canada apre con il CPI mensile (variazione dei prezzi rispetto al mese precedente), poi arriva il dato trimestrale della Nuova Zelanda. A metà settimana il focus è sul CPI del Regno Unito; giovedì riflettori sulla conferenza stampa della BCE. Per chi segue il dollaro USA contro il dollaro canadese, c’è la nostra guida al cambio USD/CAD.

Anche se questi dati non determinano direttamente le scelte della Fed, influenzano le attese sui tassi globali e sul coordinamento (o divergenza) tra banche centrali.

I mercati inizieranno inoltre a posizionarsi in vista dei principali eventi USA della prossima settimana: comunicato del FOMC, PIL preliminare (stima “advance”) e inflazione Core PCE (misura dei prezzi al netto delle componenti più volatili). Sono dati chiave per le attese sul resto del 2026.

Tre scenari di mercato da seguire

Questa settimana si delineano tre possibili traiettorie, in base ai dati sull’inflazione e alle attese sui tassi.

Primo scenario: inflazione in ulteriore calo. Dati più deboli rafforzerebbero l’idea di banche centrali più vicine ad allentare la politica monetaria, con effetti in genere positivi per l’oro e negativi per il dollaro USA.

Secondo scenario: inflazione “vischiosa”, cioè resistente a scendere. Letture sopra le attese potrebbero rimandare le aspettative di tagli, sostenendo il dollaro USA e pesando su oro e altri asset rischiosi (azioni e strumenti più sensibili al ciclo).

Terzo scenario: rotture tecniche. Con la riunione FOMC in arrivo, è utile osservare se Oro, US Dollar Index e S&P 500 superano livelli chiave: movimenti di questo tipo possono orientare la direzione del mercato. Per riconoscere meglio questi segnali, vedi la nostra guida base all’analisi tecnica (lettura dei grafici e dei livelli di prezzo).

Simboli da tenere d’occhio

USDX | XAUUSD | EURUSD | SP500 | BTCUSD

DataValutaEventoPrevisionePrecedenteCommento analisti
20 lugCADCPI m/m-0,20%1,00%Un’inflazione più debole potrebbe pesare sul dollaro canadese e rafforzare le attese di una politica più morbida.
21 lugNZDCPI a/a1,50%0,90%Un’inflazione più alta potrebbe sostenere il dollaro neozelandese se le pressioni sui prezzi restano forti.
22 lugGBPCPI a/a2,70%2,80%Un raffreddamento dell’inflazione può rafforzare le attese di futuri tagli della Bank of England (banca centrale del Regno Unito).
23 lugEURTasso principale di rifinanziamento2,40%2,40%Il mercato si aspetta tassi invariati. Cambiamenti nelle indicazioni della BCE possono aumentare la volatilità (movimenti rapidi dei prezzi) su euro e borse europee.

Movimenti chiave della settimana

USDX

  • L’indice del dollaro USA ha recuperato con forza dall’area 100,05.
  • Obiettivo a 100,75, con possibile estensione verso 101,05.
  • Il dollaro potrebbe restare forte se l’inflazione si dimostra resistente.

EURUSD

  • EURUSD resta in una struttura più ampia al ribasso (trend negativo).
  • Il supporto in area 1,1415 è il primo obiettivo verso il basso.
  • Rimbalzi falliti verso 1,1510 potrebbero riaprire opportunità di vendita.

USOIL

  • USOil ha ripreso a salire dopo aver tenuto il supporto a 81,10, senza tornare a 76,15.
  • Se il rialzo prosegue, il prezzo potrebbe testare la resistenza in area 85,75.
  • La tenuta sopra il supporto conferma un’impostazione positiva.

XAUUSD (Oro)

  • L’oro è rimbalzato dopo aver trovato supporto in area 3960, dopo la debolezza iniziale.
  • Il quadro resta costruttivo finché il prezzo tiene sopra il supporto; 4060 è il prossimo livello al rialzo.
  • Il principale motore resta il cambiamento nelle attese sui tassi USA.

SP500

  • L’indice non è riuscito a superare 7594 ed è arretrato verso 7455.
  • Una discesa stabile sotto 7428 potrebbe aumentare la spinta ribassista.
  • Chi opera sulle azioni dovrebbe seguire i dati sull’inflazione e i rendimenti dei Treasury (titoli di Stato USA), che influenzano i tassi di mercato.

BTCUSD

  • Bitcoin ha invertito al rialzo dopo le recenti vendite.
  • La resistenza è in area 65720, mentre 63920 è un supporto importante.
  • La volatilità (oscillazioni ampie) può aumentare con i dati macro, che influenzano l’appetito per il rischio.

In sintesi

I mercati iniziano la settimana tra segnali di inflazione in miglioramento e banche centrali ancora prudenti. L’accento di Kevin Warsh su flessibilità, credibilità e produttività indica che le decisioni resteranno legate ai dati, non a un percorso prestabilito. I dati sui prezzi di Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito, insieme alla conferenza della BCE, possono orientare il sentiment prima del focus sui dati USA della prossima settimana (FOMC, PIL e inflazione Core PCE). Oro, dollaro e borse resteranno sensibili alle attese sui tassi.

FAQs

Q1: Qual è il tema principale per i mercati globali questa settimana?

Il focus è sui dati d’inflazione in arrivo da Canada, Nuova Zelanda e Regno Unito, insieme alla conferenza stampa della BCE (Banca Centrale Europea). Queste informazioni influenzano le attese su come le banche centrali gestiranno i tassi nei prossimi mesi.

Q2: Perché la Fed sta cambiando il modo di comunicare?

La Fed si sta allontanando da indicazioni rigide su ciò che farà (“forward guidance”, cioè promesse o segnali molto espliciti sul futuro). Preferisce mantenere flessibilità e decidere in base ai dati economici che arrivano di volta in volta.

Q3: Oltre ai tassi, cosa sta osservando la Fed?

La Fed guarda anche alla riduzione del proprio bilancio, cioè alle grandi quantità di titoli di Stato detenuti. Ridurli aiuta a rendere le condizioni finanziarie meno “facili” senza dover alzare i tassi. Inoltre monitora la produttività: investimenti in automazione, intelligenza artificiale e infrastrutture possono aumentare la capacità produttiva e ridurre l’inflazione nel lungo periodo.

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