
Punti chiave
- Il WTI ha esteso i rialzi dopo la revoca da parte degli USA di un’autorizzazione che copriva vendite di petrolio iraniano.
- L’autorizzazione doveva restare valida fino al 21 agosto, ma le operazioni già consentite devono ora essere chiuse entro il 17 luglio (cioè completate e liquidate).
- Nuovi attacchi a navi commerciali e i successivi raid USA hanno riacceso i timori sui transiti nello Stretto di Hormuz.
- Il WTI è salito sopra 71 dollari al barile nelle prime ore di mercoledì.
- L’aumento degli obiettivi di produzione OPEC+ e la ripresa delle esportazioni dal Golfo potrebbero ridurre la durata del “premio di rischio geopolitico” (sovrapprezzo legato a guerra e tensioni).
I prezzi globali del petrolio sono saliti mercoledì: le nuove tensioni tra USA e Iran hanno riportato al centro i rischi per l’offerta dal Medio Oriente.
Il West Texas Intermediate (WTI) USA, spesso seguito dai trader con la sigla CL-Oil, è salito a circa 71,81 dollari. Il “benchmark” (prezzo di riferimento) ha guadagnato quasi il 2% dopo un +3% circa nella seduta di martedì.
La chiusura ufficiale di martedì ha fissato il WTI a 70,44 dollari. Dopo la chiusura, i prezzi hanno accelerato fino a circa 72,20 dollari dopo l’annuncio USA sul cambio di licenza. In quel momento il WTI era oltre il 5% sopra la chiusura precedente.
Il movimento ribalta quanto visto lunedì, quando il WTI aveva chiuso a 68,55 dollari: migliori condizioni di offerta e attese di maggiore produzione avevano pesato sul mercato.
Perché il mercato lo sta seguendo
Il catalizzatore (la notizia che ha fatto scattare il movimento) è stata la decisione USA di revocare la General License X. Il 7 luglio l’Office of Foreign Assets Control (OFAC, l’ufficio del Tesoro USA che applica le sanzioni) l’ha sostituita con la General License X1, riducendo il periodo di “wind-down” (tempo per chiudere le operazioni già autorizzate) per le transazioni sul petrolio iraniano dal 21 agosto al 17 luglio. Questo aumenta l’incertezza sulle esportazioni iraniane, anche se l’impatto dipenderà dai controlli e dall’uso di canali alternativi di vendita.
Ai rialzi si sono aggiunti i rischi per le spedizioni: tre navi commerciali sarebbero state colpite nello Stretto di Hormuz o nelle vicinanze, seguite da attacchi USA contro l’Iran. Funzionari USA hanno attribuito gli attacchi all’Iran, che non ne ha rivendicato la responsabilità; il Qatar, separatamente, ha accusato l’Iran per un attacco contro una nave metaniera di GNL (gas naturale liquefatto, gas raffreddato e trasportato via nave) del Qatar.
Lo Stretto di Hormuz resta cruciale perché, prima del conflitto, vi transitavano volumi pari a circa un quinto dell’offerta globale di petrolio e GNL. Anche senza una chiusura totale, ritardi, deviazioni di rotta, maggiori costi assicurativi e meno petroliere in circolazione possono aumentare il “premio di rischio” incorporato nel prezzo del greggio.
Livelli chiave di trading sul WTI
| Livello di prezzo | Cosa guarda il mercato |
| $72,20 | Massimo dopo la chiusura (“post-settlement”, cioè dopo il prezzo ufficiale di fine seduta). Una rottura stabile sopra può segnalare un sovrapprezzo più ampio legato ai rischi geopolitici. |
| $71,81 | Prezzo delle prime ore di mercoledì e riferimento di breve per la direzione del movimento. |
| $70,44 | Chiusura di martedì. Restare sopra può sostenere il rialzo; scendere sotto può indicare perdita di spinta. |
| $68,55 | Chiusura di lunedì e punto da cui l’ultimo rally (rialzo rapido) ha accelerato. |
Per il WTI, il movimento dopo la chiusura verso 72,20 è il massimo più vicino legato alle notizie. Un superamento stabile indicherebbe che il mercato continua ad aggiungere un premio per il rischio geopolitico.
Il prezzo di mercoledì mattina vicino a 71,81 è il riferimento successivo. La chiusura di martedì a 70,44 aiuta a capire se il rialzo regge durante le ore di contrattazione regolari.
Più sotto, la chiusura di lunedì vicino a 68,55 indica il livello da cui è partito l’ultimo rialzo legato alla geopolitica.
Si tratta di livelli recenti legati agli eventi, non di aree confermate di “supporto” o “resistenza” di lungo periodo (zone dove i prezzi spesso rimbalzano o si fermano). Le quotazioni possono restare molto sensibili alle notizie, soprattutto fuori dall’orario della chiusura ufficiale.
Scenari rialzisti e ribassisti

| Scenario | Segnale | Possibile reazione |
| Tentativo di recupero | Salita sopra 72,25 | CL-Oil potrebbe tornare a testare 72,67. |
| Estensione rialzista | Rottura sopra 72,67 | L’attenzione potrebbe spostarsi verso area 73,00. |
| Consolidamento in range | Tra 71,67 e 72,67 | Il prezzo potrebbe muoversi lateralmente dopo il recente rialzo. |
| Ritracciamento ribassista | Discesa sotto 71,67 | CL-Oil potrebbe arretrare verso 71,00. |
| Inversione più profonda | Sotto 71,00 | Il prezzo potrebbe tornare in area 70,00. |
CL-Oil resta sostenuto dopo il forte rialzo, anche se il calo da 72,67 segnala che la spinta di breve (momentum, cioè velocità e forza del movimento) si sta riducendo. Il prezzo è ancora sopra la media mobile a nove periodi (una media dei prezzi recenti usata per capire la tendenza) vicino a 71,67, mantenendo un quadro di breve ancora favorevole.
Un movimento sopra 72,25 potrebbe riportare 72,67 al centro. Una rottura confermata sopra 72,67 potrebbe aprire la strada verso area 73,00. Se il prezzo resta tra 71,67 e 72,67, può proseguire una fase laterale mentre il mercato valuta se il rialzo è sostenibile.
Al ribasso, una discesa sotto 71,67 può spostare l’attenzione verso 71,00. Sotto 71,00 potrebbe riemergere area 70,00. Sono riferimenti tecnici di breve, non livelli certi di lungo periodo.
Il mercato resta sensibile alle tensioni USA-Iran e ai rischi per le rotte nello Stretto di Hormuz, che stanno aggiungendo un sovrapprezzo legato al rischio di minore offerta di petrolio.
Avvertenza
I livelli di prezzo e gli scenari di mercato indicati riflettono la valutazione dell’autore al momento della stesura e non sono consulenza finanziaria né una raccomandazione ufficiale di VT Markets. Ogni operatore dovrebbe fare le proprie analisi e gestire con attenzione il rischio.
Cosa potrebbe frenare il rialzo del petrolio?
Le ultime notizie geopolitiche sostengono i prezzi, ma il quadro dell’offerta resta contrastato.
OPEC+ (alleanza tra Paesi OPEC e altri produttori) ha concordato di aumentare l’obiettivo di produzione di 188.000 barili al giorno da agosto. Anche gli Emirati Arabi Uniti hanno aumentato l’estrazione a livelli vicini ai massimi storici a giugno, mentre l’Arabia Saudita ha ridotto il prezzo ufficiale di vendita dell’Arab Light destinato all’Asia (il prezzo comunicato ai clienti per quel tipo di greggio).
Prima degli ultimi attacchi alle navi, anche le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz stavano recuperando. Una maggiore disponibilità di greggio mediorientale aveva contribuito al calo che, a inizio settimana, aveva riportato i prezzi verso i livelli pre-conflitto.
Questi fattori di offerta potrebbero limitare il rialzo se l’escalation non causerà interruzioni durature dei flussi fisici (barili realmente consegnati) di petrolio.
Perché fare trading su CL-Oil come CFD?
I CFD (contratti per differenza: strumenti che replicano il prezzo senza possedere il bene) permettono di puntare sia su rialzi sia su ribassi del petrolio senza ricevere consegna fisica del greggio.
Questo può rendere CL-Oil utile durante fasi di mercato rapide, soprattutto quando decisioni OPEC+, rischi geopolitici, dati sulle scorte (inventories, cioè quantità di petrolio in magazzino) e attese sulla domanda generano forte volatilità (oscillazioni di prezzo).
Con VT Markets, i trader possono seguire CL-Oil e altri mercati globali con un solo conto, facilitando il monitoraggio delle opportunità tra mercati diversi.
Cosa osservare ora
Il mercato continuerà a monitorare la sicurezza intorno allo Stretto di Hormuz e segnali che le navi commerciali stiano ritardando, cancellando o deviando i viaggi.
Conta anche la risposta diplomatica. Un ritorno ai negoziati potrebbe ridurre il premio di rischio, mentre nuovi attacchi o ritorsioni potrebbero mantenere alta la volatilità del greggio.
La scadenza del 17 luglio per chiudere le operazioni previste dalla licenza USA rivista sarà un altro punto di riferimento per le attese sulle esportazioni iraniane. Il mercato guarderà se gli acquirenti ridurranno gli acquisti prima della data e quanto rigidamente verranno applicate le restrizioni.
I dati sulle scorte USA offriranno un segnale fondamentale separato. Fonti di mercato citate da Reuters indicano che le scorte di greggio statunitensi sono scese nell’ultima settimana, mentre il prossimo dato chiave sarà il rapporto ufficiale della EIA (Energy Information Administration, l’agenzia USA che pubblica i dati energetici) sulle condizioni dell’offerta interna.
Domande frequenti (FAQ)
Perché i prezzi del petrolio sono saliti?
I prezzi sono aumentati dopo la revoca USA di un’autorizzazione che consentiva vendite di petrolio iraniano e dopo attacchi USA contro l’Iran in seguito ad aggressioni a navi commerciali. Questo ha alzato i timori sulle esportazioni iraniane e sui transiti nello Stretto di Hormuz.
Che cosa indica CL-Oil?
CL-Oil indica in genere i futures (contratti standardizzati scambiati in Borsa per acquistare o vendere in futuro a un prezzo definito) sul WTI. Il WTI è il principale riferimento per il petrolio USA ed è distinto dal Brent, che è il principale riferimento internazionale.
Perché lo Stretto di Hormuz è importante per i prezzi del petrolio?
Lo Stretto di Hormuz collega i grandi produttori del Golfo ai mercati internazionali. Prima del conflitto transitavano volumi pari a circa un quinto dell’offerta globale di petrolio e GNL. Interruzioni o rallentamenti possono influire su costi di trasporto, tempi di consegna e aspettative sull’offerta globale.
La revoca della licenza ridurrà automaticamente le esportazioni iraniane?
Non necessariamente. La modifica aumenta vincoli legali e finanziari, ma l’effetto reale dipende dai controlli, dalle scelte degli acquirenti, dall’accesso alle navi e dalla capacità dell’Iran di usare canali alternativi di esportazione.
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