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Il dollaro USA scivola mentre i rendimenti calano: i mercati si preparano a un’ondata di dati e a divergenze globali sui tassi

by VT Markets
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Oct 26, 2026

Il dollaro USA ha esteso la propria discesa con il calo dei rendimenti dei Treasury, mentre il riaffacciarsi di tensioni geopolitiche e le inquietudini sulle azioni legate all’AI hanno rafforzato un clima “risk-off”. Anche con il petrolio in rialzo, il biglietto verde non ne ha tratto beneficio. Il Dollar Index (DXY) ha registrato la seconda flessione settimanale consecutiva, scivolando brevemente sui minimi delle ultime tre settimane in area 101,50 prima di stabilizzarsi. I mercati affrontano un fitto calendario di dati USA: il Chicago Fed National Activity Index è atteso il 26 ottobre, poi ADP Employment Change, Building Permits finali, Durable Goods Orders, New Home Sales, FHFA House Price Index, Conference Board Consumer Confidence e il report settimanale API sulle scorte il 27 ottobre, seguiti da MBA Mortgage Applications, Goods Trade Balance (stima avanzata), Wholesale Inventories e le scorte EIA il 28 ottobre. Le richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione, PCE, redditi/spese personali e una revisione del tasso di crescita del PIL del 3° trimestre arrivano il 29 ottobre, con Chicago PMI e l’Employment Cost Index trimestrale il 30 ottobre.

Sul fronte valute, l’EUR/USD è tornato in territorio negativo dopo il rimbalzo della scorsa settimana, mentre il GBP/USD ha esteso il recupero per la seconda settimana e a un certo punto ha scambiato sopra 1,3400. L’USD/JPY è sceso ulteriormente, toccando minimi a cinque settimane in area 156,00, e l’AUD/USD è rimbalzato su massimi a quattro settimane oltre 0,7000. Il calendario dell’area euro include l’IFO tedesco il 26 ottobre, i dati ECB sui prestiti il 27 ottobre, il GfK tedesco il 28 ottobre, il dato finale sul sentiment dei consumatori dell’area euro il 29 ottobre e, il 30 ottobre, il rapporto sul mercato del lavoro tedesco con PIL flash del 3° trimestre e inflazione preliminare, oltre al PIL avanzato del 3° trimestre dell’Eurozona. Nel Regno Unito sono previsti CBI Distributive Trades il 26 ottobre, BRC Shop Price Inflation il 27 ottobre, l’Autumn Budget il 28 ottobre e i dati BoE su credito, mutui e massa monetaria il 29 ottobre, prima dei prezzi delle case Nationwide e del BoE DMP il 30 ottobre; il Giappone pubblica fino al 30 ottobre dati chiave su attività e prezzi, mentre l’Australia si concentra su CPI il 28 ottobre, prezzi del commercio estero il 29 ottobre e prezzi alla produzione trimestrali e credito il 30 ottobre. Anche le banche centrali sono in agenda: la RBNZ è attesa al rialzo di 25 pb il 28 ottobre, mentre la BoT è vista invariata e la BoC attesa al rialzo di 25 pb con la Fed invariata lo stesso giorno; la BCE il 29 ottobre e la BoJ il 30 ottobre sono entrambe viste ferme. Tra gli interventi programmati figurano Bullock il 28 ottobre e Musalem, Daly e Mills il 30 ottobre.

Volatilità del dollaro USA e divergenza tra le banche centrali globali

Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità sui contratti derivati sul dollaro USA, con il dollar index che staziona vicino ai minimi delle ultime tre settimane in area 101,50. Con un flusso intenso di pubblicazioni macro tra il 26 e il 30 ottobre—tra cui PIL del 3° trimestre e indice dei prezzi PCE—strategie in opzioni come gli straddle possono catturare movimenti di prezzo alimentati dal cambiamento delle attese sui rendimenti. Storicamente, cluster rilevanti di dati USA possono muovere il dollar index dell’1,5%-2% in una singola settimana quando le statistiche sull’inflazione deviano dal consenso.

È opportuno posizionarsi per una divergenza di politica monetaria, con RBNZ e Bank of Canada che si preparano ad alzare i tassi di 25 punti base, mentre Fed, BCE e Bank of Japan restano ferme. L’acquisto di opzioni sensibili ai tassi su dollaro neozelandese e dollaro canadese contro valute di finanziamento offre un chiaro vantaggio di differenziale di rendimento. I cicli storici di divergenza tra banche centrali mostrano movimenti sui cross fino a 300 pip intorno alle decisioni sui tassi.

Opportunità strategiche su opzioni AUD/USD, GBP/USD e USD/JPY

Raccomandiamo di monitorare le strutture in opzioni su AUD/USD mentre il cambio testa massimi a quattro settimane sopra la soglia critica di 0,7000 in vista del dato d’inflazione del 28 ottobre. Un’inflazione superiore alle attese potrebbe costringere la Reserve Bank of Australia a una postura più “hawkish”, spingendo ulteriormente il dollaro australiano. Storicamente, sorprese al rialzo sul CPI australiano hanno innescato rialzi intraday oltre 80 pip, rendendo le call un’opzione interessante con rischio definito.

Dovremmo gestire il rischio con disciplina sui derivati sulla sterlina in vista dell’annuncio dell’Autumn Budget del 28 ottobre. Con GBP/USD oltre 1,3400, gli annunci di bilancio politici generano spesso improvvisi picchi della volatilità implicita sulle scadenze brevi. Impostare ordini di take profit al rialzo o utilizzare call-spread consente di partecipare al momentum limitando il rischio al ribasso.

È consigliabile valutare strategie ribassiste su USD/JPY, che tratta vicino ai minimi a cinque settimane in area 156,00 in vista della riunione della Bank of Japan e dei dati sul CPI di Tokyo del 30 ottobre. Il calo dei rendimenti dei Treasury, combinato con un’inflazione giapponese persistentemente elevata, crea spesso una forte pressione ribassista sul cross. I dati storici indicano che la rottura al ribasso di livelli psicologici chiave come 156,00 tende ad accelerare le vendite verso aree di supporto inferiori.

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