Il greggio WTI è salito ai massimi da 22 settimane dopo due giorni di attacchi degli Houthi in Arabia Saudita e segnalati attacchi contro navi in uscita dallo Stretto di Hormuz. Il contratto ha superato la fascia $95,00-$101,00 che aveva contenuto i prezzi da lunedì a giovedì, avanzando da area $98,50 a poco sotto $103,00, e scambiava nel quinto superiore del range della seduta. Saudi Aramco ha detto giovedì al personale rimanente di lasciare la sede di Dhahran dopo che detriti di un drone Houthi hanno ucciso due persone nel giacimento di Shaybah, mentre UK Maritime Trade Operations ha riferito venerdì che una petroliera è stata colpita da un proiettile di origine sconosciuta mentre lasciava Hormuz nei pressi di Limah, in Oman.
Il contesto dell’offerta è rimasto al centro dell’attenzione. L’ambasciatore USA presso le Nazioni Unite Waltz ha dichiarato al Financial Times che la guerra potrebbe durare un altro anno, mentre il presidente Trump ha affermato che gli Stati Uniti potrebbero porvi fine molto rapidamente; Waltz ha anche detto che la Marina può mantenere i porti iraniani sotto blocco per il futuro prevedibile, e Kpler si aspetta che ciò riduca a zero i ricavi dell’Iran dal greggio entro metà dicembre. Sui grafici, il WTI è passato oltre il picco del 15 settembre poco sopra $102,00; il rialzo dal minimo del 6 agosto vicino a $74,00 è di circa $28, la EMA a 50 giorni è poco sopra $91,50 e il momentum giornaliero è entrato in ipercomprato per la prima volta da metà settembre.
Rischi di volatilità e opportunità di trading
Con il WTI che rompe sopra $102 e tocca i massimi da 22 settimane, dobbiamo prepararci a una maggiore volatilità al rialzo, mentre il conflitto minaccia le infrastrutture energetiche del Medio Oriente. Considerato che circa il 20% dei flussi petroliferi globali transita attraverso lo Stretto di Hormuz, un blocco prolungato dei transiti potrebbe facilmente spingere i prezzi verso $110. In avvicinamento alle elezioni di midterm USA del 3 novembre, ci aspettiamo forti acquisti speculativi in grado di mantenere incorporata nei prezzi la tensione sull’offerta.
Poiché gli indicatori di momentum giornaliero sono attualmente in ipercomprato, acquistare direttamente sui massimi di mercato comporta un rischio elevato di un arretramento nel breve periodo. Invece, dovremmo cercare ingressi long su pullback contenuti verso la zona di supporto del breakout tra $95,00 e $98,50. L’uso di opzioni call o di vertical call spread può inoltre offrirci esposizione al rialzo mantenendo al contempo limitato il rischio al ribasso.
Strategie di posizionamento e controlli del rischio
Con potenziali azioni militari all’orizzonte dopo le midterm di novembre, è probabile che i premi di volatilità sulle opzioni si espandano in modo significativo. I dati storici mostrano che crisi geopolitiche acute lato offerta possono aggiungere ai prezzi del greggio un premio per il rischio di $10-$15 nell’arco di pochi giorni. Strategie di posizione come i long straddle possono aiutarci a trarre profitto da ampie oscillazioni dei prezzi, indipendentemente dal fatto che l’offerta diminuisca ulteriormente o che i titoli inneschino un improvviso panic sell-off.
Dobbiamo applicare una rigorosa disciplina sugli stop-loss per proteggere il capitale nel caso in cui i colloqui diplomatici, a sorpresa, calmino il mercato. La media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, attualmente intorno a $91,50, rappresenta la nostra linea critica nella sabbia per mantenere un’impostazione rialzista di medio termine. Monitorare i dati settimanali sulle scorte API ed EIA insieme al flusso quotidiano di notizie garantirà che le nostre posizioni restino allineate con l’effettiva situazione dell’offerta di mercato.
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