La Banca Centrale della Repubblica di Türkiye (CBRT) ha tagliato il tasso repo a una settimana di 100 pb, portandolo al 36,0% dal 37,0%, accompagnando la mossa con riduzioni di 100 pb anche nel corridoio overnight. Il tasso di rifinanziamento marginale (overnight lending) è così salito/scivolato al 39,0% e il tasso sui depositi presso la banca centrale (overnight borrowing) al 34,5%. Nell’ultima comunicazione, la CBRT ha irrigidito il linguaggio sulle dinamiche dei prezzi, passando dal dire che gli indicatori d’inflazione “suggeriscono” una decelerazione al sostenere che “confermano” un rallentamento del trend sottostante, descrivendo al contempo l’economia reale come in fase di indebolimento.
La banca ha riconosciuto rischi inflazionistici al rialzo legati all’energia, dato che il petrolio è tornato sopra i 110 dollari al barile, ma ha comunque proceduto con l’allentamento. Ha inoltre aggiunto che entità e tempistica dei passi di politica monetaria saranno determinate con prudenza riunione per riunione, implicando una flessibilità tattica sulle singole decisioni senza modificare la traiettoria complessiva di easing. La proiezione di Commerzbank vede USD/TRY a 52,0 a fine anno.
Implicazioni di trading dell’allentamento e della debolezza della lira
Suggeriamo ai trader di derivati di allineare il posizionamento a una lira turca in progressivo indebolimento, mentre la banca centrale prosegue con l’allentamento monetario. Con il tasso benchmark principale ridotto al 36,0% e il tasso di deposito overnight sceso al 34,5%, la politica monetaria si fa più accomodante proprio mentre aumentano le pressioni sul mercato dei cambi. Riteniamo prudente acquistare opzioni call su USD/TRY o call spread con target area 52,0 entro fine anno, per intercettare questa traiettoria.
Rischi inflazionistici, coperture e considerazioni tattiche
Sebbene le autorità monetarie affermino che l’inflazione di fondo stia raffreddando, l’impennata del greggio rappresenta un rischio strutturale rilevante per la Turchia. Storicamente la Turchia importa quasi il 95% del petrolio che consuma, per cui prezzi del crude oltre 110 dollari al barile ampliano direttamente il deficit commerciale e spingono l’inflazione annua verso livelli elevati. Raccomandiamo coperture basate su opzioni per proteggere posizioni lunghe di dollaro da improvvisi balzi della volatilità implicita innescati da shock sul mercato energetico.
Poiché gli aggiustamenti dei tassi seguiranno ora un ritmo riunione per riunione, i basis swap cross-currency e i forward points sulla lira potrebbero mostrare oscillazioni più marcate. Invitiamo i trader a strutturare operazioni in opzioni a rischio definito, invece di mantenere future short lira non coperti, così da preservare l’esposizione al rialzo limitando il rischio nel caso in cui la banca centrale sospenda temporaneamente i tagli. Sarà cruciale monitorare le prossime pubblicazioni mensili dell’indice dei prezzi al consumo per calibrare il timing degli ingressi nelle prossime settimane.
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