Lo yen si è rafforzato contro dollaro, sterlina ed euro, con i mercati orientati verso posizionamenti difensivi (beni rifugio) mentre aumentavano i dubbi sulla tenuta delle operazioni legate all’AI. Le dinamiche di carry trade sono rimaste in atto, mentre il CPI giapponese di settembre ha superato il target del 2% a/a della BoJ, un contesto che potrebbe rafforzare le aspettative di un orientamento più hawkish. Nell’azionario USA l’appetito per il rischio si è affievolito e la tecnologia ha guidato i ribassi, per le preoccupazioni su spesa in AI e fabbisogni di finanziamento in un contesto di tassi elevati: Meta Platforms ha ceduto circa il 7% e Advanced Micro Devices è scesa di oltre l’8%, mentre Micron Technology ha perso il 6% e Nvidia il 4%.
Commodities and Market Outlook
I prezzi del petrolio sono saliti marginalmente, mentre i rischi sul fronte dell’offerta si sono intensificati dopo gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, aumentando i timori sulla tenuta delle esportazioni qualora le tensioni regionali dovessero persistere. L’oro ha mostrato un’impostazione ribassista: il petrolio più sostenuto alimenta le aspettative d’inflazione e, di riflesso, prospettive di una Fed più restrittiva, anche se i rendimenti dei Treasury sono scesi. Tra gli appuntamenti in agenda figurano le vendite al dettaglio del Canada di agosto, oltre ai PMI preliminari S&P Global USA di ottobre e alla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, cui faranno seguito lunedì l’indice Ifo della Germania di ottobre e l’indagine CBI Distributive Trades del Regno Unito di ottobre. Sul piano tecnico, USD/JPY ha rotto 157,50 trasformandolo in resistenza, con 155,00 nel mirino, mentre il Nasdaq ha respinto 29.675 e guarda a 28.200; i livelli di resistenza si collocano a 160,50 per USD/JPY e a 30.770 per l’indice.
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