L’euro ha sottoperformato le principali valute rivali mercoledì, in calo dello 0,13% a circa 177,45 contro lo yen giapponese nelle contrattazioni europee, mentre le tensioni politiche in Francia si riflettevano su una più ampia riprezzatura nell’area euro. Le preoccupazioni sul debito francese si sono estese anche ai periferici: lo spread del decennale italiano sul Bund è salito di 4,7 pb a 111 pb, mentre quello della Spagna è aumentato di 1,2 pb a 62 pb. Si sono indeboliti anche gli asset rischiosi, con l’indice STOXX Banks in calo del 2,07% ai minimi da quattro mesi e le banche francesi in ulteriore flessione, tra cui Société Générale (-3,41%), Crédit Agricole (-2,64%) e BNP Paribas (-2,48%); l’euro è inoltre sceso dello 0,23% contro il dollaro a 1,1213.
Reddito fisso europeo e politica della banca centrale
Sul fronte dei tassi, i rendimenti decennali si sono mossi al rialzo in Francia (+13 pb), Italia (+8 pb) e Germania (+3 pb), e i costi di finanziamento a 10 anni della Francia sono stati descritti come di circa mezzo rialzo dei tassi sopra il livello di venerdì. I mercati si attendono che la Banca centrale europea lasci invariato l’orientamento di politica monetaria nella riunione del 29 ottobre, con il tasso sui depositi visto al 2,50%.
Yen giapponese e prospettive sulla Bank of Japan
Lo yen si è rafforzato contro la maggior parte delle controparti, mentre un “speech score” di 7/10 rispetto a una base di riferimento di 7,4/10 ha accompagnato indicazioni che puntano a un’inflazione di fondo intorno al 2% e a un proseguimento del graduale spostamento della politica della Bank of Japan senza modifiche all’approccio di riduzione degli acquisti di bond.
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