Il WTI ha interrotto una serie positiva di sette sedute, scivolando a circa 97,40 dollari al barile negli scambi asiatici di lunedì. La correzione è seguita a un ordine esecutivo firmato venerdì che ha sospeso alcune sanzioni e tariffe chiave sulla Russia, una mossa destinata ad aumentare le esportazioni russe di carburanti. Il provvedimento ha messo in pausa le restrizioni previste dal Graham Act, firmato il mese scorso, e il Segretario di Stato USA ha affermato che il presidente si prenderà fino a 60 giorni per valutare gli effetti economici della deroga.
Esportazioni russe di carburanti e posizione della Turchia
Si prevede che la Turchia assorbirà parte del diesel russo aggiuntivo immesso sui mercati globali in base al suo accordo con Washington, mentre Ankara continua a dipendere dalle forniture di Russia, Iran e Azerbaigian. Tuttavia, il rischio di offerta è rimasto al centro dell’attenzione.
Tensioni geopolitiche e rischi per l’offerta
In Medio Oriente sono proseguiti gli scontri che coinvolgono l’Arabia Saudita e le forze Houthi sostenute dall’Iran; nel fine settimana tre petroliere sono state danneggiate nello Stretto di Hormuz e la Marina dell’IRGC iraniana ha ribadito che la rotta è chiusa al traffico non autorizzato. In Europa orientale, l’Ucraina ha dichiarato di aver lanciato oltre 1.000 droni contro obiettivi in Russia, con incendi segnalati domenica presso un terminal di esportazione di petrolio e un deposito di stoccaggio a San Pietroburgo.
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