USD/CHF tocca il minimo delle ultime due settimane mentre il calo dei rendimenti USA e i flussi “risk-off” sostengono il franco svizzero

by VT Markets
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Oct 16, 2026

USD/CHF è sceso ai minimi di due settimane giovedì, poiché il calo dei rendimenti dei Treasury USA ha pesato sul Dollaro, relegando in secondo piano i dati più solidi sull’inflazione alla produzione negli Stati Uniti. Il cambio ha trattato in area 0,8286, in calo da 0,8395, un massimo visto l’ultima volta a maggio 2025 e raggiunto il giorno precedente. Il clima “risk-off” legato alle preoccupazioni sugli investimenti in IA ha spinto i flussi verso i titoli di Stato, sostenendo il Franco svizzero grazie alla domanda di bene rifugio e indebolendo il biglietto verde.

Il rendimento del Treasury USA decennale è sceso di oltre 8 pb a 5,06%, il livello più basso in tre settimane, mentre il Dollar Index ha ripiegato verso 102,00 dopo aver toccato 102,94 mercoledì. Il PPI di settembre è aumentato dell’1,3% m/m e del 6,3% a/a contro attese di 0,5% e 5,3%, mentre il PPI core ha segnato 0,7% m/m e 5% a/a rispetto a 0,3% e 4,4%. Il CPI di mercoledì ha mostrato l’inflazione headline al 3,7% contro il 3,6% atteso, con il core al 2,6% contro il 2,5%. I mercati continuano ad attendersi nessuna variazione alla riunione del 27-28 ottobre, ma prezzano circa il 90% di probabilità di un rialzo a dicembre; al contempo, il tasso ufficiale SNB a zero e un’inflazione entro la banda 0%-2% mantengono alta la soglia per un ulteriore irrigidimento.

Anticipare la volatilità nelle opzioni su USD/CHF

Dovremmo prepararci a un aumento della volatilità di breve termine nelle opzioni FX, mentre i timori azionari sugli investimenti in IA si scontrano con un’inflazione USA ancora ostinata. L’acquisto di straddle a breve scadenza su USD/CHF consente di beneficiare di movimenti marcati senza assumere un bias direzionale in vista delle prossime decisioni delle banche centrali. Storicamente, quando i rendimenti USA a 10 anni si mantengono sopra il 5% insieme a un PPI core oltre il 5% su base annua, gli indici di volatilità sulle opzioni valutarie tendono a salire frequentemente del 15%-20%.

Posizionamento con derivati su differenziali di tasso e recupero

Sui derivati sui tassi, possiamo posizionarci per un rialzo a dicembre tramite posizioni corte su futures sui tassi d’interesse, dato che il mercato ora incorpora una probabilità del 90% di un ulteriore irrigidimento. Sebbene i rendimenti decennali siano scesi di 8 punti base a 5,06%, il forte balzo dell’inflazione all’ingrosso di settembre al 6,3% su base annua suggerisce che i rendimenti USA finiranno inevitabilmente per ricostruire slancio. L’ampio differenziale di tasso tra gli Stati Uniti e il tasso ufficiale svizzero a zero continua a favorire strategie long su derivati USD/CHF su un orizzonte di più settimane.

Possiamo inoltre utilizzare i risk reversal su USD/CHF per posizionarci in vista di un eventuale recupero, una volta che la domanda di Franco come bene rifugio si raffredderà. L’attuale discesa verso 0,8286 appare temporanea perché l’inflazione svizzera resta comodamente contenuta all’interno del range obiettivo 0%-2% della banca centrale locale. Poiché è improbabile che la SNB aumenti i tassi dallo zero, l’acquisto di opzioni call USD/CHF out-of-the-money offre un modo efficiente in termini di costo per sfruttare l’attesa inversione verso i massimi recenti in area 0,8395.

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