USD/JPY scende mentre lo yen si rafforza, i rendimenti crollano e un PPI USA elevato riaccende le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed

by VT Markets
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Oct 16, 2026

USD/JPY ha esteso le perdite giovedì, scambiando intorno a 157,85 e in calo dello 0,30% nella giornata, dopo essere sceso ai minimi di una settimana mentre lo Yen giapponese si rafforzava e i rendimenti dei Treasury USA calavano. La flessione dei rendimenti è stata marcata, con il decennale oltre 30 punti base sotto i massimi di mercoledì e su un minimo di tre settimane a 5,09%. Ciononostante, il Dollaro ha ridotto la debolezza iniziale dopo che l’inflazione alla produzione statunitense ha sorpreso al rialzo.

Il Bureau of Labor Statistics ha riportato, per settembre, un’inflazione del Producer Price Index (PPI) al 6,3% su base annua, contro il 5,6% di agosto e rispetto alle attese di 5,3%, mentre la variazione mensile è stata dell’1,3% a fronte di una previsione di 0,5%. Il PPI core è salito dello 0,7% mese su mese e del 5% anno su anno. Separatamente, le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate marginalmente a 199 mila da 198 mila, mentre le richieste continuative sono scese di 4 mila a 1,710 milioni. In Giappone, il sostegno allo Yen è arrivato anche dalle aspettative di un ulteriore irrigidimento della Bank of Japan dopo il rialzo dei tassi di settembre all’1,25%, il livello più alto in 31 anni, insieme a indiscrezioni su una possibile intervento sul mercato FX. I mercati sono inoltre concentrati sul discorso di venerdì del presidente della Fed, Kevin Warsh, con i prezzi di mercato che implicano una probabilità superiore all’85% di almeno un ulteriore rialzo dei tassi Fed entro fine anno.

Rischi di volatilità e strategie di posizionamento per i trader USD/JPY

Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità di breve periodo sul cambio USD/JPY nelle prossime settimane, mentre si dispiegano segnali macro contrastanti. Con il PPI statunitense di settembre balzato al 6,3% su base annua e il PPI core al 5%, le pressioni inflazionistiche elevate si scontrano direttamente con un forte arretramento dei rendimenti del Treasury USA a 10 anni fino al 5,09%. Consigliamo di valutare put a breve scadenza o call spread ribassisti per coprirsi da ulteriori discese, finché i prezzi restano contenuti sotto la media mobile a 100 ore in area 158,30.

Dato che i mercati dei futures prezzano una probabilità dell’85% di un altro rialzo Fed entro fine anno, è opportuno attendersi rapide inversioni qualora il presidente della Fed Kevin Warsh dovesse rilasciare commenti hawkish venerdì. Storicamente, quando i rendimenti decennali scendono di oltre 30 punti base in una sola settimana mentre l’inflazione core sorprende al rialzo, le coppie valutarie mostrano bruschi movimenti bidirezionali, con “whipsaw” medi superiori a 150 pip nelle sedute successive. La dimensione delle posizioni dovrebbe rimanere disciplinata, soprattutto in prossimità dei livelli chiave di supporto a 157,00 e 156,50, dove è probabile la presenza di compratori di lungo periodo in attesa.

Politica della Bank of Japan, rischio di intervento e tattiche con opzioni

Sul fronte giapponese, la mossa della Bank of Japan di portare i tassi all’1,25% a settembre rappresenta il livello di politica monetaria più alto da oltre tre decenni, creando un vento strutturale a favore dello Yen. Sebbene un rialzo a ottobre possa essere rinviato, la retorica ufficiale dei membri del board segnala che il tightening monetario proseguirà con incrementi tempestivi. Va inoltre considerato il rischio costante di intervento sul mercato dei cambi da parte delle autorità finanziarie giapponesi, che storicamente ha innescato improvvisi ribassi di 300–500 pip su USD/JPY durante precedenti fasi di elevata volatilità.

I trader che utilizzano strategie in opzioni dovrebbero valutare l’acquisto di straddle o strutture legate alla volatilità implicita in vista degli interventi delle banche centrali, per catturare movimenti ampi in entrambe le direzioni. Per strategie delta-direzionali, raccomandiamo di monitorare breakout puliti sopra 158,45 o sotto 157,00 prima di impegnarsi su posizioni di trend esteso. Mantenere limitata l’esposizione al rischio mentre indicatori di momentum come l’RSI orario si attestano vicino al livello neutrale di 45 aiuterà a proteggere il capitale da improvvisi cambi di rotta di policy su entrambe le sponde del Pacifico.

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