NZD/USD ha esteso la discesa mercoledì, in calo dello 0,77% a circa 0,5570, un minimo che non si vedeva da aprile 2025. Il movimento ha spinto la coppia sotto il supporto di 0,5580 e fuori dal range che teneva dall’inizio di ottobre, dopo che un’inflazione statunitense più calda delle attese ha rafforzato il Dollaro e spostato le aspettative verso un ulteriore irrigidimento da parte della Federal Reserve. Il Bureau of Labor Statistics ha riportato il CPI di settembre al 3,7% su base annua rispetto al 3,4% di agosto, mentre il CPI core è salito al 2,6% dal 2,4%. Su base mensile, l’inflazione headline è aumentata dello 0,6% e quella core dello 0,3%, mantenendo l’attenzione su un orientamento di politica monetaria restrittivo.
La riprezzatura dei tassi è cambiata dopo i dati: la probabilità implicita di un rialzo di 25 punti base in ottobre è salita al 40% dal 22% del giorno precedente, mentre le chance di un ulteriore movimento di 25 pb in dicembre sono al 35%. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito a 5,33% da circa 5,20%, mentre l’Indice del Dollaro USA (DXY) ha guadagnato lo 0,62% a circa 102,85, anch’esso il livello più alto da aprile 2025. Sul grafico a un’ora, NZD/USD scambiava a 0,5571, sotto l’apertura di giornata a 0,5620 e al di sotto delle SMA a 100 e 200 periodi in area 0,5605; l’RSI a 14 periodi segnava 23,0, con resistenza a 0,5580 e supporto a 0,5540.
Prospettive operative e strategia su NZD/USD
Dovremmo mantenere una strategia decisa di “sell on rally” su NZD/USD, poiché la rottura sotto 0,5580 segnala la fine della recente fase di consolidamento. Un’inflazione USA superiore alle attese, con l’headline CPI al 3,7%, rafforza l’aspettativa che la Federal Reserve manterrà i tassi più alti più a lungo. Con il rendimento del decennale USA balzato al 5,33%, le strategie in derivati che privilegiano il Dollaro USA contro valute ad alto beta restano il nostro focus principale nelle prossime settimane.
Livelli tecnici chiave e approcci con opzioni
Poiché l’RSI orario è profondamente in ipervenduto a 23,0, dovremmo evitare di vendere sui minimi e attendere invece brevi rimbalzi correttivi. La nuova resistenza a 0,5580 e l’area di concentrazione delle medie mobili vicino a 0,5605 offrono zone d’ingresso interessanti per impostare nuove posizioni ribassiste. L’inserimento di stop protettivi stretti sopra 0,5630 manterrà l’esposizione limitata in caso di un inatteso rally da ricoperture.
Se l’azione dei prezzi dovesse rompere sotto il supporto immediato a 0,5540, raccomandiamo di estendere gli obiettivi al ribasso verso minimi pluriennali più profondi. Storicamente, quando il DXY mantiene rotture sopra 102,85 insieme ad ampliamenti dei differenziali di tasso, le valute legate alle commodity possono subire drawdown prolungati su più settimane dell’1,5%–3,0%. L’uso di bear put spread sul mercato delle opzioni consente di intercettare questa potenziale continuazione ribassista mantenendo rigidamente limitate le perdite potenziali legate alla volatilità.
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