Yu di BNY Mellon prevede una pausa della BCE a ottobre e flessibilità sul QT, mentre incombono spread sovrani e rischi di bilancio

by VT Markets
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Oct 15, 2026

Geoff Yu di BNY Mellon si aspetta che la Banca Centrale Europea (BCE) salti un rialzo dei tassi in ottobre e afferma che potrebbe aver concluso per quest’anno, richiamando le indicazioni dell’istituto sugli effetti di secondo impatto, insieme ai rischi sovrani emergenti e all’incertezza sul bilancio francese. Sostiene inoltre che, se la BCE dovesse ricorrere a misure di bilancio, ciò equivarrebbe di fatto a tracciare una linea sotto una stretta guidata dai tassi, perché gli strumenti di politica monetaria non dovrebbero operare in direzioni opposte.

Per Yu, lo scenario di base è una pausa anche a dicembre, a meno che i prezzi del gas naturale non si avvicinino allo scenario inflattivo “severo” nelle proiezioni dello staff della BCE. Con gli spread sovrani e corporate sotto osservazione, la BCE ha affrontato interrogativi sull’uso del Transmission Protection Instrument, creato nel 2022 per contrastare un allargamento disordinato degli spread sovrani nell’area euro. Più che attivare tale strumento, Yu ritiene più probabile una fine del quantitative tightening (QT) come risposta nel caso in cui gli spread OAT-Bund si allargassero di nuovo, avvertendo però che qualsiasi impiego del bilancio avvicinerebbe la fine dei rialzi dei tassi.

Implicazioni per le strategie sui tassi d’interesse e la volatilità di mercato

Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea mantenga i tassi d’interesse invariati nella prossima riunione di ottobre, segnalando una potenziale conclusione dell’attuale ciclo di rialzi. Gli operatori sui derivati dovrebbero adeguare le strategie sui tassi a breve termine, come i futures sull’Euribor e gli interest rate swap, per scontare una pausa prolungata fino a fine anno. Storicamente, quando il segnale di pausa delle banche centrali si consolida, la volatilità sui tassi a breve scende, rendendo meno interessanti le strategie long volatilità sul tratto corto della curva.

Spread sovrani, incertezza fiscale e prospettive FX per l’euro

Dovremmo monitorare da vicino gli spread dei titoli di Stato dell’Eurozona, in particolare lo spread tra OAT francesi decennali e Bund tedeschi, che durante fasi di incertezza sul bilancio a Parigi ha spesso sfiorato livelli critici nell’area 70-80 punti base. Se il dibattito sul bilancio francese innescasse un ulteriore allargamento degli spread, ci aspettiamo che la banca centrale rallenti o interrompa il quantitative tightening prima di considerare strumenti d’emergenza più aggressivi come il Transmission Protection Instrument. Gli operatori sui derivati possono trarre vantaggio da queste dinamiche strutturando spread trade o utilizzando credit default swap sul debito sovrano dell’Eurozona per coprirsi da un’instabilità fiscale localizzata.

Una pausa nei rialzi dei tassi combinata con tensioni fiscali di norma limita il potenziale di apprezzamento dell’euro contro le principali valute, come il dollaro USA. Gli operatori sui derivati dovrebbero valutare protezione al ribasso o strategie in range sull’EUR/USD, come l’acquisto di put o la vendita di call spread. Tuttavia, è necessario mantenere un attento monitoraggio dei futures sul benchmark olandese TTF del gas naturale, poiché un improvviso balzo dei prezzi energetici potrebbe riaccendere le preoccupazioni sull’inflazione e riportare la politica monetaria su un percorso di ulteriore stretta.

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