L’IPC statunitense di settembre è atteso in accelerazione, un esito che potrebbe rimodellare le aspettative sulla politica della Federal Reserve e muovere il dollaro USA. Le previsioni indicano un aumento mensile dell’IPC dello 0,6% dopo lo 0,4% di agosto, portando il tasso annuo al 3,6% dal 3,4%. Il “core CPI” è visto a +0,2% m/m e +2,5% a/a. L’energia resta al centro dell’attenzione: il West Texas Intermediate è salito di circa il 5% nel corso del mese, mentre il diesel negli USA è aumentato da 5,6 a 6,38 dollari per gallone, in rialzo di circa il 14%. Si stima che le variazioni del prezzo del diesel spieghino circa il 70% della variabilità nelle sorprese sull’inflazione USA; inoltre, un incremento dell’1% a/a è associato a un aumento di 0,06 punti percentuali della sorpresa inflazionistica.
Politica dei tassi USA e dinamiche dell’inflazione
Le aspettative di ulteriori rialzi si sono raffreddate: i mercati attribuiscono circa l’80% di probabilità a una pausa alla prossima riunione, mentre il pricing di dicembre implica all’incirca un 85% di probabilità che i tassi siano superiori ai livelli attuali. Sul fronte del lavoro, i dati hanno mostrato Nonfarm Payrolls a 29 mila contro 90 mila attesi, e un tasso di disoccupazione al 4,2% dal 4,1%. Una lettura dell’IPC pari o superiore allo 0,7% potrebbe riaccendere le aspettative di rialzo a ottobre e mettere pressione su EUR/USD, mentre uno 0,4% o inferiore potrebbe sostenere il cambio, anche se il sentiment sull’euro resta limitato dai premi per il rischio legati alla Francia e dagli spread sugli OAT.
Implicazioni per il mercato FX e livelli tecnici
Tra i livelli tecnici citati figurano 1,1150, 1,1325, 1,1100, 1,1060, 1,1000, 1,1260 e 1,1320, insieme a una media mobile semplice (SMA) a 20 giorni a 1,1325. I dati di polling richiamati indicano 30% contro 20%.
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