Sterlina in rialzo tra attese di rialzo dei tassi e dati USA contrastanti
Martedì la sterlina è salita contro il dollaro, con il cambio GBP/USD in progresso dello 0,28% a circa 1,3244, mentre i mercati hanno scontato un rialzo dei tassi da parte della Bank of England a novembre e si sono posizionati in vista dell’inflazione USA (CPI). Il miglioramento del sentiment verso il rischio ha pesato sul biglietto verde nonostante dati statunitensi contrastanti: la media a quattro settimane della variazione dell’occupazione ADP è scesa a 24,75 mila da 25,25 mila, mentre le vendite di case esistenti sono salite a 3,99 milioni da 3,93 milioni, superando la stima di 3,96 milioni e segnando un +1,5% su base mensile a settembre. I commenti della Federal Reserve hanno mantenuto in primo piano i rischi di politica monetaria: alcuni funzionari hanno indicato condizioni del lavoro stabili e un’inflazione persistente, insieme a considerazioni sull’effetto dell’IA sui rendimenti e su aspettative d’inflazione “ancorate”.
Previsioni FMI e fattori di supporto per la sterlina
Il FMI ha alzato la previsione di crescita del Regno Unito per il 2026 all’1,3% dallo 0,5%, avvertendo però di un potenziale scenario di stagflazione in cui inflazione e disoccupazione potrebbero aumentare. La sterlina ha inoltre beneficiato dei dati sulle vendite al dettaglio del British Retail Consortium e delle dichiarazioni “hawkish” della membro del board BoE Megan Greene sugli effetti di secondo impatto (second-round) dell’inflazione. L’attenzione ora si sposta sul CPI USA, sul PIL del Regno Unito atteso giovedì e sull’Autumn Budget del 28 ottobre. Sul piano tecnico, GBP/USD è rimasto sotto un gruppo di medie mobili semplici (SMA) concentrate in area 1,3430, con resistenza intorno a 1,3289; l’RSI era a 42,35.
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