La sterlina è salita dello 0,2% a circa 1,3233 contro il dollaro USA nelle contrattazioni europee, proseguendo il tono più sostenuto visto in precedenza in area 1,3220 dopo aver trovato domanda vicino a 1,3200 in Asia. Il movimento ha fatto seguito a dati più forti sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito: le BRC Like-For-Like Retail Sales sono aumentate dell’1,0% su base annua a settembre, rispetto a una previsione dello 0,7% e allo 0,5% precedente, mentre la crescita delle Total Retail Sales è salita marginalmente all’1,3% dallo 0,7%, restando comunque sotto la media a 12 mesi dell’1,5%. La coppia si è inoltre stabilizzata dopo il rifiuto di lunedì in prossimità della media mobile semplice a 100 periodi sul grafico a quattro ore, rimanendo all’interno di un range che tiene da circa tre settimane.
Impatto della politica della Bank of England e dello Speechtracker
Ulteriore supporto è arrivato dall’invito di un esponente della Bank of England a una risposta più proattiva ai rischi d’inflazione legati agli shock dell’offerta energetica, che si trasmettono ai salari e più in generale ai prezzi al consumo. Le dichiarazioni sono state accompagnate da un punteggio FXS Speechtracker pari a 8,2/10, superiore alla baseline storica di 7,7/10, mentre il dollaro USA ha ceduto terreno per prese di profitto dopo aver toccato lunedì un massimo a 18 mesi. Tra i rischi per la sterlina figura un possibile rimbalzo del dollaro USA attraverso la domanda di bene rifugio in seguito a un attacco mortale all’aeroporto di Riyadh in Arabia Saudita.
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