EUR/USD ha ridotto il rialzo iniziale di lunedì, mentre il Dollaro USA restava sostenuto e l’incertezza politica e fiscale in Francia pesava sull’Euro. Il cambio si attestava attorno a 1,1178 dopo un massimo a 1,1217. Il Dollar Index era vicino a 102,35, su livelli visti l’ultima volta nell’aprile 2025, mantenendo il cross in prossimità dei minimi degli ultimi 17 mesi mentre i mercati valutano i rischi fiscali europei e attendono i dati USA sull’inflazione. Gli spread sul debito francese sono stati descritti come vicini ai livelli più ampi, con una proposta di contro-manovra che aggiunge incertezza; un piano di bilancio francese che prevede 43 miliardi di euro di nuovi risparmi è atteso al dibattito parlamentare questa settimana.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno mantenuto elevati i rischi inflazionistici, con l’esposizione europea alle importazioni energetiche che complica il trade-off della Banca Centrale Europea tra prezzi e crescita. La BCE ha alzato i tassi due volte quest’anno, portando il tasso sui depositi al 2,50%, mentre l’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,8% a settembre rispetto all’obiettivo del 2%; un sondaggio Reuters indica una pausa il 29 ottobre, seguita da un aumento di 25 punti base a dicembre. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha aumentato i tassi di 25 pb a settembre, portandoli al 3,75%-4,00%; il CPI di settembre è atteso mercoledì e il PPI giovedì, e il CME FedWatch segnala circa un 80% di probabilità di nessuna variazione alla riunione del 27-28 ottobre.
Strategie di ribasso e volatilità su EUR/USD
Dovremmo prepararci a una prosecuzione della pressione venditrice su EUR/USD, mentre il cambio arretra verso 1,1178 tra crescenti preoccupazioni fiscali francesi e un Dollaro USA saldamente in domanda. Le opzioni put sull’euro a breve scadenza offrono un modo efficiente per catturare il rischio di ribasso, limitando al contempo l’impiego di capitale in questa fase di supporti fragili. Storicamente, quando lo spread tra i rendimenti dei titoli decennali francesi e tedeschi si allarga oltre 80 punti base, l’euro mostra una deriva ribassista persistente su più settimane.
Con i legislatori francesi impegnati nel dibattito su un contestato piano di risparmi di bilancio da 43 miliardi di euro, lo stallo politico potrebbe innescare improvvisi picchi di volatilità valutaria. Possiamo utilizzare strategie long di volatilità implicita, come straddle o strangle, per beneficiare di movimenti marcati senza assumere in anticipo un bias direzionale in vista delle decisioni parlamentari. Analoghi stalli di bilancio nell’Eurozona hanno storicamente aumentato i risk reversal a 1 mese su EUR/USD a favore delle put sull’euro.
Opportunità su Dollaro USA, tassi d’interesse e copertura energetica
I prossimi indicatori USA sull’inflazione, inclusi CPI e PPI di settembre, stabiliranno probabilmente il tono di breve periodo del Dollar Index, che scambia vicino a 102,35. Considerato che i future sui tassi prezzano attualmente un 80% di probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi fermi al 3,75%-4,00%, un dato d’inflazione inatteso potrebbe riprezzare rapidamente le aspettative sui tassi. Raccomandiamo l’uso di opzioni a rischio definito o di stop-loss stretti su derivati denominati in dollari per proteggersi da bruschi movimenti in prossimità di queste pubblicazioni.
Sul fronte dei tassi, possiamo posizionarci sui passi di politica monetaria tra Banca Centrale Europea e Federal Reserve tramite swap su tassi o contratti future. Con l’inflazione dell’Eurozona elevata al 3,8% a fronte di un tasso sui depositi al 2,50%, i mercati si attendono una pausa della BCE questo mese seguita da un rialzo di 25 punti base a dicembre. Andare short sui future europei sui tassi a breve consente di capitalizzare sull’atteso inasprimento, mentre la BCE agisce per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.
Le frizioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a mantenere i rischi energetici in primo piano per imprese e famiglie europee. Dovremmo valutare il mantenimento di opzioni call long sull’energia o di future sul petrolio come copertura macro all’interno delle nostre strategie in derivati. Prezzi del petrolio più elevati storicamente penalizzano la crescita economica europea più rapidamente della crescita USA, rendendo i derivati energetici uno strumento essenziale per compensare l’esposizione ribassista sull’euro.
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