L’indice del Dollaro si è mantenuto appena sopra quota 102,00, in prossimità dei livelli da inizio anno, mentre le principali coppie valutarie si muovevano in range ristretti. Dati USA più deboli, tra cui il deflatore PCE di agosto e il rapporto NFP di settembre, insieme a una comunicazione prudente della Federal Reserve, hanno raffreddato le aspettative di un rialzo imminente dei tassi e lasciato i mercati a prezzare solo un inasprimento modesto questo mese.
L’attenzione si sposta sui prossimi dati CPI
L’attenzione si concentra ora sul rapporto CPI USA di settembre, in uscita mercoledì, che dovrebbe mettere alla prova l’attuale convinzione del mercato secondo cui la Fed resterà in pausa. Ulteriori indicazioni potrebbero arrivare anche dai commenti del presidente della Fed, Kevin Warsh, mentre i trader valutano se una pausa si estenderebbe oltre questa riunione o anticiperebbe un ulteriore intervento più avanti nell’anno, con dicembre in primo piano per un possibile rialzo.
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