I dati CFTC per la settimana fino al 6 ottobre hanno mostrato un posizionamento ribassista più profondo su euro e dollaro australiano, mentre le posizioni lunghe sullo yen giapponese si sono ricostituite. L’esposizione netta sull’euro è scesa a circa 99,3 mila contratti e l’EUR/USD è tornato a scivolare verso 1,1260, lasciando l’esposizione vicino al 1° percentile e il posizionamento netto vicino allo 0°. Sono proseguiti gli acquisti sul caffè e l’esposizione sull’oro è rimasta elevata anche mentre il metallo tornava a scendere.
Sul dollaro australiano, il posizionamento dei non-commercial si è spostato ulteriormente in territorio negativo, con net long intorno a 98,6 mila contratti, il livello più alto da fine agosto 2025, mentre lo spot è sceso sotto 0,7000; l’esposizione si collocava circa al 47° percentile e il posizionamento netto intorno al 2°. Prezzo e flussi speculativi hanno divergito su JPY, GBP e WTI, mentre si sono allineati su CAD, EUR e CHF. L’oro è rimasto il trade più affollato, con esposizione all’88° percentile, e la GBP era vicino allo 0° percentile; anche il JPY ha mostrato una lettura forte del posizionamento netto all’86° percentile, in contrasto con l’EUR vicino allo 0° percentile del netto.
Tattiche di posizionamento su Euro e Dollaro Australiano
Nelle prossime settimane dovremmo propendere per posizioni short sull’euro, poiché si allineano sia la price action sia un pesante posizionamento netto short. Con i net short sull’euro in aumento fino a quasi 99,3 mila contratti e l’EUR/USD in calo verso 1,1260, il momentum tattico favorisce chiaramente il ribasso. Poiché il posizionamento netto è vicino al minimo percentuale storico, è necessario mantenere stop-loss stretti per proteggersi da rimbalzi violenti da ricoperture.
Per il Dollaro Australiano, raccomandiamo di attendere una tenuta delle quotazioni sotto 0,7000 prima di ampliare le posizioni short. Le scommesse ribassiste sono salite a circa 98,6 mila contratti, segnando l’accumulo di short più pesante sulla valuta dalla fine del 2025. I cicli storici di mercato mostrano che, quando lo short positioning raggiunge il 2° percentile senza nuovi catalizzatori fondamentali, i movimenti al ribasso tendono spesso a esaurirsi rapidamente.
Approccio a Yen, Sterlina, WTI e Oro
È opportuno evitare puntate direzionali forti su yen giapponese, sterlina britannica e greggio WTI a causa di una chiara discrepanza tra prezzi e posizionamento. Quando i flussi speculativi spingono in una direzione mentre i prezzi spot si muovono nell’altra, i segnali direzionali diventano poco affidabili. Consigliamo di lasciare che sia la price action a guidare su questi asset, aprendo posizioni solo quando i movimenti dei prezzi iniziano a convalidare i flussi di capitale sottostanti.
L’oro spicca come il trade più affollato sotto osservazione, attestandosi all’88° percentile di esposizione nonostante i recenti pullback dei prezzi. Nel frattempo, la sterlina si colloca all’estremo opposto, vicino allo 0° percentile, risultando insolitamente poco detenuta. Dovremmo ridurre l’esposizione long sull’oro per evitare il rischio di bruschi smontaggi di posizione e monitorare la GBP alla ricerca di setup di inversione rialzista se la price action dovesse diventare favorevole.
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