EUR/USD ha esteso le perdite mercoledì, con l’euro sotto un’ampia pressione di vendita e il dollaro USA rafforzato in scia al rialzo dei rendimenti dei Treasury. Il cambio era scambiato in area 1,1195, in calo dello 0,57% nella seduta e vicino ai minimi da 17 mesi. Il Dollar Index (DXY) oscillava intorno a 102,30, livello che non si vedeva da aprile 2025, mentre il rendimento del Treasury decennale è salito fino al 5,365%, massimo dal 2002, prima di ripiegare verso il 5,31%.
L’aumento dei prezzi del petrolio, le preoccupazioni per l’espansione del debito pubblico e un outlook di crescita USA ancora resiliente sono stati indicati tra i fattori alla base del maggior costo del denaro, rafforzando il supporto al dollaro in un contesto in cui i rischi d’inflazione restano sbilanciati verso l’alto e la Federal Reserve (Fed) mantiene un’impostazione restrittiva. I mercati attendevano i verbali della riunione di settembre del Federal Open Market Committee (FOMC) alle 18:00 GMT, dopo che la Fed ha alzato i tassi di 25 pb portando il corridoio obiettivo al 3,75%–4,00%, anche se dati più morbidi su occupazione e inflazione PCE (Personal Consumption Expenditures) hanno ridotto le attese di un ulteriore intervento alla riunione del 27–28 ottobre. Nell’Eurozona, i timori sui conti pubblici della Francia hanno spinto al rialzo i costi di finanziamento e ampliato gli spread, uno sfondo che può anche limitare la capacità di ulteriori strette della Banca Centrale Europea (BCE) pur con i mercati che continuano a prezzare nuovi rialzi; l’inflazione headline e core è stata descritta come “ben al di sotto” dei livelli del 2022 legati allo shock energetico.
Ansia fiscale nell’Eurozona e implicazioni di mercato
Dovremmo monitorare da vicino l’ampliamento dello spread tra i titoli di Stato decennali francesi e tedeschi, recentemente salito oltre 75 punti base. L’allargamento dello spread segnala un’accentuazione dell’ansia fiscale nell’Eurozona, un fattore che storicamente spinge gli operatori speculativi a costruire posizioni corte sull’euro. Finché queste tensioni politiche e fiscali in Europa persisteranno, ci aspettiamo che l’euro resti esposto a una pressione ribassista.
Strategie di copertura e volatilità delle banche centrali
Sul mercato delle opzioni, potremmo valutare coperture contro un’ulteriore debolezza dell’euro utilizzando put di breve scadenza su EUR/USD. Con il Dollar Index vicino a 102,30 e il rendimento del Treasury decennale proiettato verso massimi pluridecennali in area 5,36%, il momentum del biglietto verde resta significativo. Questo vantaggio di tasso rende particolarmente attraente detenere attività denominate in dollari rispetto a quelle denominate in euro.
Dobbiamo inoltre prepararci a una volatilità più elevata in prossimità dei prossimi appuntamenti di politica monetaria, in particolare la pubblicazione degli ultimi verbali della Fed. I dati macro più recenti mostrano un’inflazione core USA ancora “appiccicosa” intorno al 2,6%, elemento che potrebbe costringere la Fed a mantenere il costo del denaro elevato più a lungo di quanto il mercato attualmente anticipi. Se i verbali dovessero risultare hawkish, potremmo cercare di sfruttare rapidi movimenti al ribasso di EUR/USD verso il supporto in area 1,1100.
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