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L’indice del dollaro scende sotto quota 102 mentre euro e dollaro australiano salgono; petrolio in calo in attesa dei verbali della Fed

by VT Markets
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Oct 7, 2026

Il dollaro USA si è indebolito martedì, con il Dollar Index (DXY) tornato sotto quota 102,00 dopo che la forza di inizio settimana si è affievolita; la riduzione delle preoccupazioni fiscali in Francia ha sostenuto un tono più propenso al rischio. L’attenzione di mercoledì si sposta sulle richieste di mutui MBA, sulle aspettative d’inflazione dei consumatori della Fed di New York e sui verbali del FOMC, insieme agli interventi della presidente della Fed Logan. L’oro ha registrato un lieve rialzo in una fase di consolidamento ma è rimasto sotto i 4.200 dollari l’oncia troy, sostenuto da un biglietto verde più debole e da rendimenti dei Treasury USA in calo.

Sul fronte FX, EUR/USD è rimbalzato sui massimi settimanali in area 1,1280, con in vista la Produzione Industriale tedesca e gli interventi di Cipollone e Vujčic (BCE). GBP/USD si è spinto verso 1,3300 in attesa del tasso sui mutui BBA e dell’indice Lloyds dei prezzi delle case. USD/JPY è salito oltre 158,00, con l’attenzione che si sposta sul Reuters Tankan Index, sulle retribuzioni medie in contanti e sugli indici economici coincidenti e anticipatori flash. AUD/USD ha esteso i guadagni per il terzo giorno, poco sotto 0,7000, in vista dei permessi di costruzione finali, delle approvazioni per abitazioni private e dell’indice manifatturiero Ai Group, mentre il WTI front-month è sceso per la terza seduta, rompendo sotto 87,00 dollari al barile, con l’allentarsi delle preoccupazioni per l’offerta in Medio Oriente.

Strategie sui derivati e principali opportunità valutarie

Il Dollar Index (DXY) che scivola sotto la soglia di 102,00 apre opportunità tattiche di short per i trader di derivati nelle prossime settimane. Suggeriamo di monitorare con attenzione i prossimi verbali del FOMC e le aspettative d’inflazione, poiché qualsiasi inclinazione dovish potrebbe accelerare questa dinamica ribassista sul dollaro. Storicamente, quando il DXY rompe livelli chiave di supporto, spesso innesca vendite automatizzate che possiamo intercettare tramite opzioni put.

Con EUR/USD in recupero verso 1,1280 grazie all’attenuarsi delle preoccupazioni fiscali in Francia, riteniamo opportuno valutare l’acquisto di opzioni call su piccoli ritracciamenti. Il percorso di minore resistenza nell’immediato resta orientato al rialzo, soprattutto se i prossimi dati sull’industria tedesca dovessero mostrare segnali di stabilizzazione. Raccomandiamo di posizionare stop protettivi appena sotto l’area di supporto 1,1200 per gestire il rischio di improvvisi commenti hawkish da parte dei banchieri centrali.

Approcci per GBP, JPY, AUD e materie prime

La sterlina, con una spinta decisa verso 1,3300, offre un’altra operazione di breakout sfruttabile tramite vertical spread rialzisti. Se i dati immobiliari e sui mutui nel Regno Unito resteranno solidi, riteniamo che GBP/USD possa puntare con relativa facilità al livello di 1,3450. L’utilizzo di strategie in opzioni a rischio limitato consente di partecipare a questo slancio senza esporsi ai gap notturni.

Nel frattempo, USD/JPY è tornato sopra 158,00, mostrando una divergenza rispetto all’indebolimento del biglietto verde che richiede un approccio prudente. Occorre monitorare le retribuzioni medie in contanti in Giappone e gli indicatori anticipatori per capire se la Bank of Japan possa sentirsi sotto pressione per intervenire. Poiché la convinzione rialzista appare contenuta, privilegiamo strategie in range come gli iron condor per beneficiare di un’eventuale fase di consolidamento.

Infine, il dollaro australiano sta testando la soglia critica di 0,7000, sostenuto dal fatto che l’oro tiene vicino al picco in area 4.200 dollari. Al contrario, il West Texas Intermediate sotto 87,00 dollari per l’allentamento delle tensioni geopolitiche suggerisce di coprire le posizioni legate alle commodity. Preferiamo acquistare call su AUD/USD e, al contempo, utilizzare bear put spread sui future del petrolio per bilanciare il rischio.

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