L’oro è rimbalzato dopo essere scivolato a un minimo di due mesi a 4.104 dollari nelle ore asiatiche, poiché rendimenti dei Treasury USA più morbidi e un Dollaro USA più debole hanno contribuito a spingere XAU/USD intorno a 4.173 dollari, in rialzo dello 0,82% nella seduta. Il rendimento del decennale è sceso a circa il 5,269% dopo aver toccato il 5,349% lunedì, il livello più alto dal 2002, mentre il Dollar Index USA è arretrato verso 101,80 da un massimo da inizio anno di 102,53. Ciononostante, l’azione dei prezzi è rimasta ingabbiata in un range tra 4.100 e 4.200 dollari, con le aspettative di tassi “più alti più a lungo” e costi di finanziamento elevati che limitano il proseguimento del movimento.
I dati sul lavoro negli Stati Uniti hanno mostrato la media a quattro settimane dei guadagni settimanali di posti nel settore privato secondo ADP in aumento a 23,75 mila da 22,5 mila, mentre il CME FedWatch Tool indicava una probabilità del 78% di un mantenimento dei tassi alla riunione del 27-28 ottobre, dopo letture più morbide di NFP e inflazione PCE della scorsa settimana. Il petrolio resta un fattore di oscillazione: il WTI trattava intorno a 87 dollari vicino ai minimi di un mese, anche se i rischi di inflazione energetica persistevano. Sul piano tecnico, l’oro è rimasto sotto la SMA a 20 giorni delle Bollinger a 4.263 dollari; l’RSI oscillava intorno a 40 e il MACD restava negativo, lasciando 4.100 dollari come primo supporto insieme alla banda inferiore in area 4.087, con 4.000-3.950 dollari più in basso, e resistenze in serie a 4.263, 4.439, 4.500 e 4.700 dollari.
Strategie di breve in trading range e outlook tecnico
Dovremmo concentrarci su strategie di breve in trading range nelle prossime settimane, poiché l’oro resta confinato tra 4.100 e 4.200 dollari. Il temporaneo arretramento del Dollar Index verso 101,80 e la discesa dei rendimenti del Treasury decennale al 5,269% offrono una breve finestra per posizioni long tattiche in prossimità del limite inferiore. Tuttavia, dobbiamo mantenere cautela perché il potenziale rialzista complessivo è fortemente limitato dagli elevati costi di finanziamento.
Da un punto di vista tecnico, suggeriamo di impostare parametri di rischio rigorosi, poiché il grafico giornaliero mantiene un’impostazione ribassista sotto l’area 4.263 dollari. Se il supporto psicologico a 4.100 dovesse cedere, ci aspettiamo uno scivolamento rapido verso la zona 4.000-3.950. Di conseguenza, i trader su derivati dovrebbero valutare l’acquisto di put protettive o l’apertura di posizioni short in caso di rottura netta sotto 4.087.
Contesto storico, domanda istituzionale e strategie prospettiche
Storicamente, rendimenti dei Treasury stabilmente sopra il 5% creano un contesto particolarmente sfidante per i metalli preziosi, richiamando i grandi cambiamenti di mercato osservati nel 2002, quando i rendimenti hanno mantenuto per l’ultima volta questi livelli. Tuttavia, possiamo trovare conforto nel fatto che negli ultimi anni le banche centrali globali hanno acquistato con continuità oltre 1.000 tonnellate metriche di oro all’anno, stabilendo un solido “pavimento” macroeconomico. Questa domanda istituzionale persistente indica che un’eventuale correzione più profonda potrebbe rappresentare un punto d’ingresso interessante per call di lungo periodo.
Guardando avanti, dobbiamo prepararci a una volatilità elevata in occasione dei verbali del FOMC di mercoledì e della prossima riunione di politica monetaria di fine ottobre. Sebbene i mercati dei futures prezzino una probabilità del 78% di tassi invariati, qualsiasi segnale di un rialzo a dicembre probabilmente innescherà una reazione marcata del mercato. Per gestire questa incertezza, dovremmo considerare l’implementazione di strategie in opzioni basate sulla volatilità, come gli straddle, per trarre beneficio da movimenti bruschi in entrambe le direzioni.
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