USD/JPY è salito lievemente nelle prime contrattazioni europee di martedì, riportandosi sopra 158,00, poiché la domanda costante di Dollaro USA ha prevalso sulle preoccupazioni per una possibile intervento del Giappone. Il tono di fondo resta favorevole al biglietto verde, con il Dollar Index (DXY) vicino ai massimi da aprile 2025, anche se le attese di un rialzo dei tassi della Fed in ottobre si sono attenuate. I recenti dati USA hanno segnalato un raffreddamento dell’inflazione e un mercato del lavoro leggermente meno tirato, mentre il greggio è sceso ai minimi di quattro settimane dopo che esportazioni mediorientali resilienti e il rilascio d’emergenza di scorte da parte del G7 hanno attenuato i timori sull’offerta, riducendo la percezione di pressioni verso una Fed più restrittiva.
I mercati prezzano ancora oltre l’85% di probabilità di un rialzo dei tassi USA entro fine anno, con rendimenti statunitensi elevati e il rischio legato al conflitto in Medio Oriente a sostenere la domanda di beni rifugio. Lo Yen è stato penalizzato dalle minori aspettative di una stretta più incisiva da parte della Bank of Japan; secondo fonti, alcuni policymaker restano cauti su un ulteriore rialzo più avanti questo mese. Una valutazione dei discorsi ha assegnato 7,2/10 e i funzionari hanno ribadito un percorso graduale volto ad ancorare l’inflazione intorno al 2%. Sul piano tecnico, vengono indicati livelli di resistenza a 157,47 e 158,73, con supporti a 156,99, 156,58, 155,70, 154,61 e 152,84, mentre l’attenzione si sposta sui verbali del FOMC attesi mercoledì e sugli interventi di membri chiave del comitato.
Forza del Dollar Index e driver macroeconomici
Stiamo osservando il Dollar Index statunitense oscillare vicino ai livelli più alti da aprile 2025, esercitando una forte pressione rialzista sul cross USD/JPY. Con il cambio che tratta saldamente sopra 158,00, riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a un possibile breakout oltre la resistenza immediata a 158,73. Suggeriamo di monitorare attentamente questi livelli nelle prossime settimane, poiché gli acquisti persistenti di biglietto verde continuano a pesare più del timore del mercato per improvvisi interventi governativi.
Questo momentum rialzista è sostenuto in misura rilevante dal persistente divario di rendimento, con il Treasury USA a 10 anni che si mantiene sopra la soglia del 4,0%. Nonostante i recenti segnali di raffreddamento del mercato del lavoro USA, il pricing di mercato riflette ancora una probabilità dell’85% che la Federal Reserve mantenga il costo del denaro elevato o lo aumenti ulteriormente entro fine anno. Riteniamo che questa divergenza macro renda le posizioni long sul Dollaro particolarmente attraenti per chi opera su contratti di breve termine.
Orientamento della Bank of Japan e quadro tecnico
Sul lato opposto del cross, la Bank of Japan resta estremamente prudente, con recenti indiscrezioni che indicano una certa riluttanza dei decisori a implementare un nuovo rialzo dei tassi questo mese. Sebbene l’inflazione core giapponese sia rimasta vicina al target del 2%, l’approccio gradualista della banca centrale limita un recupero immediato della valuta. Raccomandiamo che i trader su opzioni e futures incorporino questo lento cambio di rotta, che mantiene lo Yen strutturalmente debole contro il Dollaro ad alto rendimento.
Da un punto di vista tecnico, potremmo cercare opportunità d’acquisto sui ribassi verso la media mobile semplice a 100 periodi in area 156,99, in allineamento con importanti livelli di supporto di Fibonacci. Una rottura netta sopra 158,73 potrebbe aprire rapidamente la strada a un movimento verso la soglia psicologica di 160,00. Tuttavia, occorre restare vigili rispetto a improvvisi picchi di volatilità, poiché qualsiasi inaspettato intervento verbale da parte delle autorità finanziarie giapponesi potrebbe trascinare temporaneamente i prezzi verso l’area di supporto a 155,70.
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