Movimenti del dollaro australiano e reazioni del mercato
Il dollaro australiano è sceso di oltre lo 0,40% contro il biglietto verde martedì, portando AUD/USD a 0,6987 e sotto 0,7000, dopo che la Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso cash al 4,60% ma ha fornito indicazioni che i mercati hanno interpretato come lievemente dovish. Anche il sentiment di rischio negli Stati Uniti è risultato più debole, con Wall Street in chiusura in calo mentre i rendimenti dei Treasury sono rimasti elevati: i rendimenti USA a 5 e 10 anni si sono mantenuti sopra il 5%, e le scadenze a 20 e 30 anni erano rispettivamente al 5,61% e al 5,56%. Il Dollar Index (DXY) è sceso da sopra 101,50 a 101,25, ma era comunque avviato a un rialzo giornaliero dello 0,20%.
Messaggi della Federal Reserve e dati economici
La comunicazione della Federal Reserve è stata contrastante: il presidente della Fed di New York John Williams ha detto che non c’è fretta di alzare i tassi, mentre il governatore Michael Barr ha affermato che la politica necessita di una ricalibrazione e che ulteriori rialzi sono probabili; il presidente della Fed di St. Louis Alberto Musalem ha descritto la politica come accomodante dopo l’aumento di settembre, e il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee ha messo in guardia sulla persistenza dell’inflazione. Sul fronte dei dati, la fiducia dei consumatori del Conference Board è scesa a 81,9 contro una previsione di 89,0, il livello più basso dall’inizio del 2014, mentre le offerte di lavoro di agosto sono calate a 7,079 milioni. Il calendario australiano si concentra ora sul CPI “Trimmed Mean” di agosto, atteso stabile al 3,6% a/a, mentre i livelli tecnici mostrano le SMA a 50, 100 e 200 giorni raggruppate in area 0,7093, con resistenza anche a 0,7198 e l’RSI (14) in flessione verso 30.
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