Il membro del Comitato di Politica Monetaria (MPC) della Bank of England, Alan Taylor, ha affermato che la politica monetaria non dovrebbe reagire in modo meccanico ai movimenti dei prezzi dell’energia quando questi rappresentano principalmente shock di prezzo relativo. Ha indicato che l’orientamento di policy dovrebbe restare vigile ma disciplinato, monitorando al contempo se si accumulano pressioni e se iniziano a manifestarsi effetti di secondo giro, nel qual caso la valutazione di policy dovrebbe cambiare. Taylor ha inoltre detto che permane un rischio non trascurabile per l’inflazione, ma che le evidenze depongono contro uno shock inflazionistico generalizzato e che finora l’economia è apparsa meno esposta al rischio di una ripetizione delle dinamiche inflattive viste nel 2022.
All’ultima riunione della Bank of England, Taylor ha votato per mantenere i tassi invariati, mentre la maggioranza ha lasciato il Bank Rate al 3,75%. Ha affermato che l’onere della prova per un ulteriore irrigidimento dovrebbe basarsi su evidenze che gli effetti di secondo giro stiano prendendo piede, aggiungendo che l’argomento a favore di nuovi rialzi non sarebbe convincente a meno che i prezzi dell’energia restino elevati per un periodo prolungato e si trasmettano a una maggiore persistenza dell’inflazione più ampia. Taylor ha detto che, una volta rientrati i rischi legati all’energia, la policy dovrebbe muoversi nella direzione opposta.
Reazione del mercato e strategia di trading
Riteniamo che i trader su derivati dovrebbero evitare di reagire in modo eccessivo ai picchi di breve periodo dei prezzi dell’energia nelle prossime settimane, in linea con l’impostazione prudente della Bank of England. Con la banca centrale ferma al 3,75%, i futures SONIA (Sterling Overnight Index Average) stanno attualmente prezzando una pausa prolungata più che tagli imminenti. Dovremmo posizionare i portafogli su uno scenario di tassi stabili, resistendo alla tentazione di scommettere su un allentamento aggressivo della policy.
I dati di mercato recenti mostrano il Brent scambiato vicino a 75 dollari al barile e i prezzi del gas naturale nel Regno Unito con una moderata volatilità stagionale, mantenendo l’inflazione headline intorno al 2,2%. Storicamente, impennate improvvise dell’energia come nella crisi del 2022 hanno innescato oscillazioni massive negli swap sui tassi d’interesse, ma l’attuale volatilità implicita resta contenuta. Raccomandiamo di sfruttare questa situazione vendendo premio sopravvalutato sulle opzioni di tasso a breve scadenza, poiché la BoE ha chiarito che non aumenterà i tassi in modo meccanico.
Monitoraggio degli effetti inflazionistici di secondo giro
Nelle prossime settimane dovremmo monitorare con attenzione la crescita salariale e i dati del PMI dei servizi per individuare eventuali reali effetti inflazionistici di secondo giro prima del mercato. Se questi indicatori secondari restano stabili, possiamo sfruttare con relativa tranquillità le distorsioni di prezzo nei gilt a breve scadenza che reagiscono in modo troppo brusco ai titoli di giornata sul petrolio. Questo approccio disciplinato consente di catturare rendimento mentre il mercato più ampio resta inutilmente in ansia per un’inflazione trainata dall’energia.
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