Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese a 7,079 milioni alla fine di agosto, secondo il rapporto JOLTS pubblicato martedì dall’Ufficio di Statistica del Lavoro (BLS) statunitense. Il dato è risultato inferiore alla previsione di consenso pari a 7,23 milioni e segue i 7,335 milioni di luglio, rivisti al rialzo dai 7,271 milioni inizialmente stimati. Il comunicato ha indicato che l’attività di assunzione è rimasta complessivamente stabile, con le assunzioni pressoché invariate a 5,2 milioni e le cessazioni totali ferme a 5,1 milioni.
Scomposizione del mercato del lavoro
All’interno delle cessazioni, le dimissioni si sono mantenute a 3,1 milioni, mentre licenziamenti e allontanamenti sono rimasti sostanzialmente invariati a 1,6 milioni.
Reazioni di mercato e attenzione delle banche centrali
Dopo la pubblicazione dei dati, il dollaro USA è salito su nuovi massimi di diverse settimane nell’area 101,40–101,50, sostenuto dall’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente e dall’aumento dei rendimenti dei Treasury. Le banche centrali monitorano gli indicatori del mercato del lavoro perché le condizioni occupazionali influenzano la spesa dei consumatori, le pressioni inflazionistiche e l’impostazione della politica monetaria; la Federal Reserve ha un doppio mandato che include la massima occupazione e la stabilità dei prezzi, mentre la Banca Centrale Europea è focalizzata sul controllo dell’inflazione.
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