La sterlina tiene mentre il petrolio vola e i rendimenti dei Treasury salgono, mantenendo il GBP/USD vicino a 1,3250

by VT Markets
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Sep 28, 2026

La sterlina è salita dello 0,18% anche se i rendimenti dei Treasury USA sono balzati, con il decennale in rialzo di oltre 10 punti base; il cambio GBP/USD era a 1,3252 dopo aver toccato 1,3280. Il dollaro USA ha recuperato terreno mentre si affievolivano le prospettive di pace tra Stati Uniti e Iran e i prezzi del petrolio avanzavano, spingendo il Dollar Index (DXY) dello 0,15% a 101,18, vicino a un massimo di tre giorni. Il West Texas Intermediate (WTI) è salito di oltre il 3% a 95,41 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz e ha avvertito che gli attacchi potrebbero riprendere dopo le elezioni di midterm negli Stati Uniti.

I rendimenti USA a 10 anni sono saliti al 5,261% mentre i mercati scontavano un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve. Un report di Bloomberg ha richiamato le dinamiche della curva, con i trader alla ricerca di un premio più elevato sul biennale e una riduzione dello spread rispetto al decennale, aumentando il rischio di inversione; storicamente, le inversioni hanno segnalato recessioni a partire dal 1960, anche se quel segnale non ha funzionato durante la pandemia di COVID. Nel Regno Unito, l’aumento dei prezzi dell’energia ha alimentato le aspettative di ulteriori strette da parte della Bank of England, mentre i mercati guardavano anche all’Autumn Budget del 28 ottobre e a un intervento di lunedì del ministro delle Finanze John Healey alla conferenza annuale del Labour.

Sentiment delle banche centrali e volatilità su GBP/USD

Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità più elevata sulla coppia GBP/USD nelle prossime settimane, mentre si scontrano forze contrapposte delle banche centrali. Sebbene il rendimento del Treasury decennale USA sia balzato a un notevole 5,26%, il livello più alto che abbiamo visto dal picco del ciclo di rialzi di fine 2023, la sterlina si sta mostrando sorprendentemente resiliente. Raccomandiamo di guardare con attenzione alle opzioni a breve termine per coprirsi da movimenti improvvisi mentre la coppia oscilla attorno alla soglia di 1,3250.

Con il WTI in rialzo di oltre il 3% e oltrepassato quota 95 dollari al barile, le paure di inflazione alimentata dall’energia tornano sul tavolo per il Regno Unito. Storicamente, quando il petrolio si mantiene sopra i 90 dollari, l’inflazione britannica subisce una forte pressione al rialzo, che in questo momento sta costringendo i decisori della Bank of England a valutare ulteriori aumenti dei tassi. Suggeriamo di utilizzare bull call spread sulla sterlina per capitalizzare su picchi temporanei guidati da queste attese più “hawkish” sui tassi.

Dall’altra parte dell’Atlantico, la riduzione dello spread tra i rendimenti USA a 2 e 10 anni segnala che i trader obbligazionari stanno scontando in modo aggressivo una postura restrittiva prolungata da parte della Federal Reserve. Questa potenziale inversione della curva dei rendimenti ha storicamente preceduto recessioni in oltre l’80% dei casi dal 1960, il che significa che la domanda sottostante di dollaro come bene rifugio resta estremamente forte. I trader di derivati dovrebbero pertanto rimanere cauti sulle posizioni long di lungo periodo su GBP/USD, soprattutto mentre il Dollar Index (DXY) supera 101,18.

Analisi tecnica e strategie guidate dagli eventi

Guardando ai grafici, la coppia valutaria sta attualmente scambiando al di sotto delle principali medie mobili, con una resistenza significativa concentrata in area 1,3462. Tuttavia, con l’RSI (Relative Strength Index) a 14 giorni vicino a un livello di ipervenduto pari a 30, è altamente possibile un rimbalzo correttivo di breve periodo verso 1,3320. Raccomandiamo di utilizzare stop-loss stretti sulle posizioni short oppure di impiegare strategie “range-bound” come gli iron condor per sfruttare questa fase temporanea di consolidamento.

Infine, è necessario monitorare da vicino l’Autumn Budget britannico del 28 ottobre, storicamente un significativo market mover per la valuta domestica. Recenti eventi fiscali, come il famigerato mini-budget del 2022 che fece crollare la sterlina a un minimo storico di 1,035, ricordano quanto la valuta britannica sia sensibile ai piani di spesa del governo. Un posizionamento in vista di questo evento con strategie di long volatility, come gli straddle, potrebbe offrire ritorni rilevanti man mano che il mercato prezza la nuova politica fiscale.

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