L’EUR/USD ha scambiato in ribasso lunedì, con il cambio intorno a 1,1368 e in calo dello 0,20%, in prossimità dei livelli visti l’ultima volta a giugno. Il movimento è arrivato mentre il Dollaro USA si rafforzava con i prezzi del petrolio su livelli elevati, uno scenario che ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury statunitensi e rafforzato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve. Separatamente, i mediatori erano attesi a colloqui con funzionari statunitensi e iraniani tra lunedì e martedì su una versione modificata della proposta iraniana di sette giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva respinto il piano nel fine settimana.
Il rendimento del Treasury USA decennale è salito al 5,27%, il livello più alto dal 2007, mentre il Dollar Index (DXY) si attestava vicino a 101,22, a ridosso di un massimo a due mesi. I mercati prezzavano una probabilità del 70% di un ulteriore rialzo dei tassi della Fed in ottobre, secondo il CME FedWatch, dopo un aumento di 25 punti base alla riunione del 15–16 settembre. L’attenzione si sposta ora sulle pubblicazioni statunitensi, tra cui l’inflazione PCE di mercoledì, l’ISM Manufacturing PMI di giovedì e i Non-Farm Payrolls di venerdì; in Europa, nel frattempo, l’obiettivo di inflazione della BCE resta al 2% e i policymaker hanno segnalato un’inflazione nel 2027 e 2028 superiore alle attese rispetto a qualche mese fa.
Strategie in derivati per i mercati valutari e del reddito fisso
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per un’ulteriore discesa della coppia EUR/USD acquistando opzioni put a breve scadenza con obiettivo a 1,1250. Con il cambio attualmente in calo a 1,1368, il momentum tecnico favorisce nettamente il Dollaro USA mentre si intensificano le tensioni geopolitiche. I dati storici di precedenti shock energetici, come la crisi del 2022 quando l’euro scese sotto la parità, mostrano quanto l’Eurozona sia vulnerabile a improvvisi balzi dei prezzi del petrolio.
Suggeriamo inoltre di prendere di mira il mercato del reddito fisso, dove il rendimento del Treasury decennale USA è balzato al 5,27%, massimo dal 2007. I trader dovrebbero valutare vendite allo scoperto di future sui Treasury o l’acquisto di opzioni put su fondi obbligazionari a lunga duration per capitalizzare su questa tendenza al rialzo dei rendimenti. Il movimento è supportato dal CME FedWatch Tool, che ora indica una solida probabilità del 70% di un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve in ottobre.
Volatilità e posizionamento sul mercato energetico
Considerate le pubblicazioni di dati macro USA molto attese in calendario questa settimana, consigliamo di utilizzare strategie con opzioni straddle per operare sulla volatilità. Report chiave come i dati sull’inflazione PCE di mercoledì e i Nonfarm Payrolls di venerdì sono destinati a innescare reazioni di mercato marcate. Attualmente, gli indici di volatilità implicita sulle principali valute sono aumentati di oltre il 10% questo mese, rendendo particolarmente attraenti le strategie di acquisto di volatilità.
Infine, riteniamo opportuno acquistare opzioni call long sui future del Brent per coprirsi rispetto al perdurante braccio di ferro tra USA e Iran sullo Stretto di Hormuz. Poiché l’Europa è fortemente esposta a costi energetici elevati, qualsiasi ulteriore impennata del petrolio continuerà a pesare sul saldo esterno dell’euro. L’uso di questi derivati energetici consente di proteggere i portafogli beneficiando al contempo delle frizioni geopolitiche.
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