La sterlina sale tra le preoccupazioni della BoE sull’inflazione
Lunedì la sterlina si è rafforzata contro la maggior parte delle principali valute, salendo dello 0,13% a circa 1,3256 dollari negli scambi europei, pur sottoperformando rispetto allo yen. Il sostegno è arrivato dalla retorica della Bank of England, che indica pressioni inflazionistiche persistenti. Il punteggio del FXS Speechtracker per il discorso del vicegovernatore Dave Ramsden è stato pari a 8,4/10 contro una media storica di riferimento di 7,1/10; Ramsden ha inoltre segnalato rischi al rialzo per l’inflazione legati a energia, meteo e catene di fornitura collegate all’IA, oltre a effetti indiretti tramite i prezzi alimentari e a possibili dinamiche di “secondo giro”. Ramsden aveva votato per mantenere invariato il Bank Rate al 3,75% nella riunione di questo mese.
Aspettative di mercato e indicatori tecnici
Anche il governatore Andrew Bailey ha evidenziato rischi inflazionistici al rialzo, con un punteggio FXS Speechtracker di 8,2 rispetto a una media storica di 6,3, avvertendo che prezzi energetici elevati e protratti nel tempo potrebbero complicare una strategia di non rialzo dei tassi. Secondo Brown Brothers Harriman, i mercati stanno prezzando circa 100 punti base di inasprimento della BoE nei prossimi 12 mesi, fino al 4,75%, mentre HSBC indica una prezzatura di circa 100 pb entro luglio 2027. Negli Stati Uniti, il dollaro si è mantenuto stabile in vista dell’inflazione PCE di agosto e dei non-farm payrolls di settembre. Sul piano tecnico, il cambio GBP/USD era intorno a 1,3251, al di sotto della EMA a 20 giorni a 1,3388, con RSI a 29,8. Nel 2022 la sterlina ha rappresentato il 12% dei volumi globali del mercato FX, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno. Le principali coppie valgono l’11% (GBP/USD), il 3% (GBP/JPY) e il 2% (EUR/GBP), con l’obiettivo di inflazione della BoE intorno al 2%.
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