L’AUD/USD è sceso intorno a 0,7010 nelle prime contrattazioni asiatiche, mentre il Dollaro USA si è rafforzato grazie a rendimenti dei Treasury in aumento e a crescenti aspettative di un ulteriore irrigidimento da parte della Federal Reserve. Queste scommesse sono seguite a un rialzo dei tassi nell’intervallo 3,75%–4,00%, mentre il CME FedWatch mostra che i mercati prezzano una probabilità del 65,9% di un rialzo a ottobre, in aumento dal 57,6% di una settimana fa e dal 9,4% di un mese fa. L’attenzione si sposta ora sulla riunione di martedì della Reserve Bank of Australia.
La RBA è attesa alzare i tassi di 25 pb, portando l’Official Cash Rate al 4,60%, livello che non si vedeva da novembre 2011, mentre il tasso di disoccupazione australiano è salito di 0,1 punti percentuali al 4,6% rispetto a una proiezione di fine anno al 4,5%. La comunicazione della Fed è rimasta hawkish ma con segnali misti negli indicatori di mercato: il punteggio FXS Speechtracker per Beth Hammack è stato 7,2/10 contro una media storica di 7,5/10, e il FXS Fed Sentiment Index è sceso di 0,34 a 147,72. Sul piano tecnico, l’AUD/USD è sotto la SMA a 100 giorni; l’RSI è a 33, con resistenze in area 0,7070 poi 0,7130 e 0,7265, mentre il supporto si colloca a 0,7000.
Livelli di trading e strategie in opzioni
Raccomandiamo ai trader su derivati di monitorare attentamente nei prossimi giorni il livello psicologico chiave di 0,7000 sul cambio AUD/USD. Con il cross che attualmente oscilla vicino a 0,7010, i trader in opzioni dovrebbero valutare l’acquisto di put di breve termine con strike a 0,6950 per coprirsi da una possibile rottura al ribasso. Se il prezzo dovesse scendere con decisione sotto la banda inferiore di Bollinger a 0,7000, i dati storici indicano che potremmo assistere a un’estensione rapida verso il supporto a 0,6900.
La riunione di martedì della Reserve Bank of Australia è il catalizzatore immediato a cui dobbiamo prepararci. Se la RBA alza il cash rate al 4,60% come previsto e segnala ulteriori rialzi, potremmo vedere un rimbalzo intraday marcato. In questo scenario, possiamo utilizzare bull call spread con obiettivo la media mobile semplice a 100 giorni a 0,7070, che al momento agisce da forte resistenza.
Rendimenti obbligazionari, differenziali e strategie sulla volatilità
Va inoltre considerata l’evoluzione delle dinamiche sul comparto bond: il rendimento del Treasury USA a 10 anni si sta spingendo verso il 4,3%, ampliando il differenziale rispetto al decennale australiano intorno al 4,15%. Storicamente, questa divergenza di rendimento ha messo sotto pressione il Dollaro australiano, con spread simili in passato che hanno portato il cambio a scendere di oltre il 3% nell’arco di tre settimane. Pertanto, eventuali spike rialzisti verso 0,7130, in corrispondenza della banda mediana di Bollinger, dovrebbero essere considerati occasioni privilegiati per impostare nuove posizioni short tramite bear call spread.
I nostri indicatori tecnici mostrano che l’RSI giornaliero è attualmente a 33, segnalando condizioni di forte ipervenduto. Poiché la pressione di vendita appare tirata, dovremmo evitare di inseguire il mercato al ribasso ai livelli spot attuali senza conferma di una rottura. In alternativa, possiamo vendere put out-of-the-money sotto 0,6900 per incassare premio, sfruttando l’elevata volatilità implicita legata alle decisioni delle banche centrali di questa settimana.
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